San Vito Romano è un paese di pendolari e lo dimostra la pressoché assenza di attività legate al territorio.
Questo significa che le persone si spostano dal paese e ritirano i secchi colorati della raccolta differenziata porta a porta soltanto la sera, quando tornano dalla loro giornata lavorativa.
Dal 12 Marzo 2012 la raccolta è anticipata, come dimostra questo manifesto che ammonisce gli utenti ad esporre i contenitori entro il nuovo orario
Tra i pendolari, i più fortunati come me possono permettersi di partire alle 7 o giù di lì, gli altri inesorabilmente prima.
Ora, l'anticipo dell'orario non influisce su chi parte alle 5, perché sempre e comunque a quell'ora avrebbe lasciato il secchio, ma sulle persone come me, decisamente sì (e non sono poche dato il traffico mattutino).
Io infatti sarò costretto a lasciare il secchio la sera prima, presumibilmente prima di andare a letto, quindi verso le 11.
Questo significa che il mio secchio starà in strada dalle 23.00 del giorno prima, fino alle 19 del giorno dopo, ovvero ben 20 ore.
Con felice gioia di tutti gli animali che la sera sono in cerca di cibo. (il decoro del paese neanche lo considero perché servirebbe un post solo per quello)
E' indubbio che il porta a porta è applicato in modo da NON facilitare gli utenti.
P.S.
il 12 marzo la raccolta non verrà effettuata, causa sciopero operatori.
Una finestra sui miei pensieri, sulle mie riflessioni, sulla mia ricerca di verità... A 360°
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sabato 10 marzo 2012
sabato 3 marzo 2012
Tasche vuote e discariche piene
GAIA: Intervista al sindaco di S. Vito A. Rossi di febbraio 2008
Ci sono delle occasioni in cui il legame tra locale e globale si palesa in tutta la sua inevitabilità; sono quelle volte in cui comprendiamo che quel poco di mondo raccontato dai telegiornali non è l’immagine di un altro pianeta, o una sorta di grande reality show, con tanti piccoli protagonisti rinchiusi in una scatola.
Così, se non possiamo sentire il tanfo dell’immondizia di Napoli, riusciamo comunque a percepire la puzza di spor-co che aleggia intorno la gestione dei rifiuti nel nostro territorio. E se ci dis-traiamo quando qualcuno ci parla delle possibilità economiche offerte dal rici-claggio, ci rendiamo conto che l’inerzia politica e culturale hanno un costo nel momento in cui leggiamo le bollette sempre più salate per i soliti servizi scadenti.
Tutto ciò da queste parti ha un nome, GAIA. Di ciò siamo andati a parlare con il sindaco di San Vito, Amedeo Rossi, da sempre particolarmente attivo per quanto concerne il consorzio. Dalla chiacchierata emergono tutte le contraddizioni di un’azienda nata per essere un’importante risorsa per il territorio e finita per diventare un’insopportabile zavorra, capace d’accumulare in pochi anni oltre 200 milioni di debiti.
Signor sindaco, partiamo dagli aumenti della Tarsu approvati nei mesi scorsi, in che modo si collegano alla situazione del GAIA?
Derivano dalla situazione del GAIA, in quanto ciò che il consorzio fa è in per-dita, per cui devono essere adeguate le tariffe ai costi reali. Si tenga presente però che gli aumenti che abbiamo fatto sono soltanto la metà di quelli richiesti-ci dal GAIA, in quanto abbiamo ritenu-to che al momento San Vito non potesse offrire di più. In particolare abbiamo
tentato, per quanto possibile, di non gravare troppo sulle famiglie, e quindi sulle abitazioni, mentre abbiamo aumentato maggiormente su fattispecie che pagavano relativamente poco come esercizi commerciali o garage. Ad esempio per un garage si pagavano 95 centesimi a metro quadro, mentre per una casa il costo era già altissimo, superiore ai 2 euro per metro.
Se gli aumenti sono stati la metà di quelli richiesti, ciò significa che l’altra metà sarà proposta in seguito?
Senz’altro, sarà diluita nel tempo.
E poi si vocifera di un ulteriore aumento.
Questo è ancora da vedere.
E tutto ciò a causa dell’inefficienza del consorzio. Secondo lei da cosa deriva questa inefficienza?
Il GAIA è stata una buona idea realizzata malissimo. Ci sono state scelte dirigenziali sbagliate, inutili investi-menti all’estero, poi ovviamente anche un sovradimensionamento dell’azienda, in parte dovuto al malcostume delle assunzioni clientelari.
Ma se l’inefficienza persiste non si corre il rischio di vedersi proporre o imporre sempre nuovi aumenti?
Direi di no. Innanzitutto il GAIA è ormai da tempo sotto commissariamento, ossia c’è un commissario con poteri pressoché assoluti ed i comuni, cioè gli azionisti, non hanno più poteri decisori. Questo commissario, nel quadro della legge Marzano, deve predisporre un piano di risanamento.
Cosa prevede questa legge?
Essa permette alle aziende con oltre 700 dipendenti e con centinaia di milioni di debiti, proprio come il GAIA, essenzialmente di “patteggiare” i debiti con i creditori. Ovviamente poi il commissario deve proporre un piano industriale; se il piano fallisce non resta che lo smantellamento del consorzio, il GAIA non può finanziarsi con continui aumenti di tariffe. Già oggi queste sono altissime.
Smantellamento del consorzio significherebbe parecchi posti di lavoro in meno. Secondo lei c’è qualcuno disposto a prendersi questa responsabilità?
Non credo che delle persone sarebbero lasciate senza lavoro. Del resto il GAIA in passato s’è fatto carico di molta della disoccupazione del frosinate e dall’area di Colleferro, è stato una sorta di contenitore di problematiche sociali. Chiaramente non è giusto che per questo paghino i cittadini.
Insomma lei ci dice che il personale del GAIA è stato assunto e percepisce stipendio non tanto in base alle esigenze lavorative dell’azienda, quanto in base alla necessità di garantire un reddito a determinate persone?
In una certa misura sì, ma comunque ridimensionerei la questione dell’esubero di dipendenti, tanto che spesso qui a San Vito non abbiamo abbastanza addetti sulle strade.
Magari i dipendenti in eccesso stanno negli uffici?
Questo non posso saperlo.
Se il sovradimensionamento non ha tutta questa importanza, quali sono secondo lei i fattori cruciali del mal-funzionamento?
Io porrei l’attenzione su scelte industriali sbagliate, nonché, ad esempio, sui mega stipendi, si parla di 1 miliardo di vecchie lire, che andava a percepire l’amministratore delegato quando l’azienda era già in crisi. Mega stipendi votati tra l’altro dai sindaci, in quanto azionisti, ma non da noi. Ci tengo infatti a precisare che la nostra amministrazione ha sempre votato contro, trovandosi però in netta minoranza con un piccola quota azionaria, dinnanzi ai pochi comuni fondatori che da soli detengono la maggioranza. Buona parte della colpa di tutto è proprio da attribuirsi ai sindaci, che non hanno voluto essere trasparenti sino in fondo, non hanno voluto rivedere bilanci palesemente gonfiati, né aprire le porte al revisore dei conti della Provincia, persona di grandi qualità, che avrebbe potuto fare un po’ di chiarezza. Si è avuto paura dell’onestà.
Ma non vi sarebbe possibilità di uscire dal consorzio? Ci risulta infatti che ci siano alcuni comuni che pensano di farlo perché insoddisfatti del servizio.
Innanzitutto nessun comune è soddisfatto del servizio, credo. Per quanto riguarda i comuni a cui si riferisce, hanno presentato ricorso al TAR, ma la pratica non è agevole.
E San Vito non pensa di uscire dal consorzio?
No, sarebbe controproducente, in quanto ci dovremmo accollare la quota di personale che il GAIA destina a San Vito, rischiando così il tracollo finanziario.
Chiaramente se non ci fosse questa zavorra tutti i comuni uscirebbero dal consorzio.
Cambiamo per un attimo argomento. Si parla adesso di un consorzio di trasporti. Non si corre il rischio che anche questo divenga strumento per assunzioni ad hoc e per garantire redditi facili a scapito dell’efficienza?
Assolutamente no, in quanto il nuovo consorzio farà solo un piano di trasporto e poi indirà un concorso per offrire il servizio.
Cioè non avrà personale?
Avrà un presidente, un direttore amministrativo ed un’altra figura, ma non una struttura completa.
E come sarà finanziato?
Esso prenderà finanziamenti dalla Regione, una quota di 50 centesimi per abitante dai comuni e poi ovviamente gli introiti del servizio, biglietti ed abbonamenti.
Per quando è previsto l’inizio dei collegamenti?
Pensiamo che già quest’estate si possa fare qualcosa.
Tornando al GAIA dal punto di vista del servizio com’è la situazione?
Esattamente l’opposto di Napoli: ci sono i bruciatori ma non c’è niente da bruciare, cioè non è in atto la raccolta differenziata, se non per quei prodotti, come vetro e carta, di cui potete vedere i cassonetti in giro per il paese.
E che fine fanno questi materiali?
Vengono portati altrove, dato che il GAIA non ha alcun sito di compostaggio, né un sito per produrre combustibile dai rifiuti.
Questo comporta anche una perdita di guadagni per il consorzio?
Ovviamente sì, per cui è necessario che il GAIA si attivi per la raccolta differenziata porta a porta. I comuni che lo fanno, soprattutto al nord Italia, hanno degli enormi risparmi sul servizio, riuscendo a trarre guadagni dai propri rifiuti.
Ad Olevano questa pratica è stata messa in atto dal comune stesso, cosa ne pensa?
E’ una goccia nell’oceano, se gli altri comuni non fanno altrettanto la discarica di Colleferro resta comunque piena. Olevano ha preso un contributo provinciale per due anni per ques ta iniziativa, ma poi dovrà cavarsela da solo e credo che sarà difficile
farlo. Per quanto ci riguarda noi paghiamo il GAIA e ci aspettiamo che sia il consorzio ad offrire questo servizio, nonché a proporre un progetto adeguato in riguardo.
Progetto che non è stato ancora presentato?
Esatto.
Articolo uscito sul mensile Empolitan a Gennaio 2008, a cura di
Roberta Proietti e Marco Quaresima
venerdì 2 marzo 2012
Comuni differenze: il consorzio GAIA ed il nostro territorio
Intervista a Guglielmina Ranaldi sindaco di Olevano Romano, Giovan Battista Maccaroni assessore all'ambiente di S. Vito Romano e Raffaele Morelli, assessore all'ambiente del comune di Genazzano.
Da quando il paese è nel consorzio Gaia?
Olevano Dal 2000. San Vito L' adesione risale al 1999. Genazzano Dal 1999.
Perché mentre altri comuni hanno abbandonato il consorzio, il nostro paese non lo ha fatto?
Olevano Per tutelare i posti di lavoro, perché la gestione del ciclo rifiuti da parte di un solo Comune è difficile perché così facendo, abbiamo garantito maggiore qualità e controllo del ciclo rifiuti.
San Vito Intanto perché le tariffe sono concorrenziali e poi per salvaguardare i posti di lavoro. (nel 2008 Trinchieri aveva dichiarato: "il Gaia nasce principalmente per risolvere la crisi occupazionale della Valle del Sacco" NdR).
Genazzano Questo andrebbe chiesto a chi ha abbandonato. Posso ipotizzare che quei comuni hanno ritenuto più conveniente il contratto di servizio offerto da altre società del settore, ma potrei anche supporre che ci siano tati problemi di ordine politico.
Quando scadrà il contratto? Verrà rinnovato?
Olevano Il contratto scadrà fra tre anni, ci sarà una evoca solo se il servizio non sarà più adeguato (come prevede una clausola contrattuale).
San Vito Il contratto è stato stipulato nel 2008 con scadenza 31-12-2016: è prematuro parlare di rinnovi alla luce della situazione attuale.
Genazzano Il contratto, triennale, scadrà a fine 2010 e e verrà rinnovato o meno e a quali condizioni sarà oggetto di trattativa (il contratto fra il Gaia e Genazzano, seppur rispettato da ambo le parti, è giaciuto negli uffici del municipio dal 2008 senza essere stato mai controfirmato dall'allora sindaco Pitocco, la firma è arrivata solo nel dicembre del 2009 a sei mesi dell'insediamento della nuova giunta NdR).
Com'è la qualità del servizio della raccolta rifiuti e della pulizia del paese al momento?
Olevano La qualità del servizio è buona, anche se, facendo la raccolta differenziata porta a porta, in alcune zone (via S. Pertini, piazza B. Greco e via Garibaldi) ancora c'è l'abbandono dei rifiuti in strada da parte dei cittadini. Attualmente si procede con denunce verso igno-
i ma si proseguirà con denunce penali verso i responsabili. Ultimamente ci sono problemi visibili a causa della trascuratezza del lavoro svolto sul territorio da parte degli operatori Gaia, ma la situazione sembra vada migliorando.
San Vito La qualità del servizio è buona, San Vito risulta essere uno dei comuni più puliti della zona.
Genazzano Abbiamo lavorato molto con GAIA per elevare la qualità del servizio rimodulando lo spazzamento in alcune zone poco coperte (nei vicoli ad esempio) e reintroducendo la raccolta domenicale nel centro storico.
La TARSU "a quanto sta?" i cittadini la pagano ? il Comune paga il Gaia ?
Olevano 1.70 euro per mq, la più bassa rispetto ai comuni limitrofi (anche grazie alla gestione mista dello spazzamento (50% Comune 50% Gaia) e non è previsto alcun aumento. I cittadini sono in regola con i pagamenti, il Comune ha un ritardo di 15 giorni per il pagamento del rimestre Ottobre-Novembre-Dicembre a causa della chiusura del bilancio.
San Vito Attualmente la tassa per le abitazioni è 3.06 euro per mq e per gli esercizi commerciali 3.99 euro al mq. C'è una tendenza all'aumento, specialmente nei piccoli comuni, come dimostra il prospetto presentato nella delibera di Giunta di Maggio 2008 in cui viene marcato un aumento dei costi pari al 10% annuo per il triennio 2008-2010. Il comune risulta comunque in regola con i pagamenti, così come i suoi abitanti e si sta impegnando
inoltre con alcune iniziative volte a limitare l'aumento previsto per l'anno in corso.
Genazzano 3.35 euro per mq per gli usi domestici. Gli aumenti susseguitisi negli ultimi tre anni (6% annuo NdR) sono quelli previsti dal contratto approvato in consiglio nel 2008, mentre l'ulteriore 1% è necessario per far fronte agli aumenti del costo di smaltimento dei rifiuti conferiti in discarica (Colle Fagiolara).
Nel mese di luglio c'è stata comunicato l'aumento delle tariffe da parte del gestore della discarica (Agensel). Trattandosi di un aumento non prevedibile e quindi non previsto nel bilancio in corso di esercizio ci siamo attenuati, anche nelle more di un pronunciamento da parte della Regione Lazio, a rispettare, per l'anno in corso, la tariffa contrattuale ma anche a costituire un fondo nel bilancio 2010 per poter far fronte ai pagamenti qualora la
Regione dovesse dare il via libera all'aumento. I cittadini la pagano per la stragrande maggioranza e trattandosi di una partita di giro, il comune paga il Gaia regolarmente.
Cosa può dirci della morosità (anche grave) di molti dei comuni aderenti al consorzio?
Olevano Attualmente il problema del Gaia è dovuto prettamente alla morosità di vari Comuni che da anni non pagano il servizio erogato dal consorzio. Se tutti pagasse-ro le sorti del Gaia si risolleverebbero, ma ci sono Comuni che hanno debiti per milioni di euro (quando in un bilancio comunale la TARSU dovrebbe entrare e usci-re come se non facesse parte del giro) ed è ovvio che se questo fenomeno perdurerà nel tempo si arriverà alla dis-soluzione del Gaia.
San Vito La maggior parte tende ad utilizzare gli introiti dei rifiuti per sovvenzionare altre iniziative, molti ci "marciano" contando sul fatto che il consorzio è in falli-mento e sperano di non versare mai la quota. Alcuni comuni hanno addirittura un guadagno sulla tassa in
quanto la TARSU è conteggiata dal consorzio in base al numero di residenti: i comuni che hanno nel proprio territorio un grande numero di proprietari di case non residenti, intascano direttamente le quote di queste abitazioni senza che debbano essere versate al Gaia.
Genazzano Chiedetelo all'ex sindaco di Valmontone no? O all'attuale sindaco di Fiuggi, etc etc La lista dei comuni morosi è lunga e alcuni sostengono posizioni alquanto ambigue, ad esempio quella di non riuscire a riscuotere la TARSU, come Fiuggi, che con un centinaio di strutture ricettive ha accumulato qualcosa come 4-5 milioni di arretrati. Un albergo non è una capanna isolata nascosta in un bosco...
Come commenta lo sciopero bianco dei dipendenti Gaia di dicembre ? Ha creato molti disagi ?
Olevano Anche a Olevano hanno scioperato. Come già dichiarato davanti al Commissario ed ai Sindacati nell'as-semblea pubblica Gaia, il Sindaco ribadisce che è giusto scioperare ma si deve scioperare nei Comuni morosi, non creando disagio ai Comuni in regola con i pagamenti.
San Vito Lo sciopero è la normale forma di protesta che un lavoratore può utilizzare quando si vede negato un diritto (lo stipendio). Il paese comunque non ha subito disservizi.
Genazzano Lo “sciopero bianco” non è praticamente stato avvertito dalla popolazione anche perché, fortunata-mente, la protesta è rientrata in poche ore dopo l'annuncio che GAIA avrebbe provveduto al pagamento della tredicesima mensilità ai dipendenti. Solo in una giornata siamo stati costretti allo svuotamento di alcuni cassonetti con l'ausilio del nostro personale
Cosa sa della paventata cassa integrazione per molti lavoratori del Gaia?
Olevano L'ipotesi di cassa integrazione non c'è, si tratta di giochi che talvolta si fanno per smuovere l'opinione pubblica.
San Vito La situazione del Gaia è critica, il consorzio è in stato di fallimento e il commissario si sta adoperando alla vendita, anche se più passa il tempo, più il prezzo si
abbassa. Probabilmente ci sarà uno smembramento. Il comune ha già perso la quota versata per aderire alla SPA pari a 60.000 circa. Una ristrutturazione qualora il GAIA
andasse avanti credo sia necessaria visto l’esubero di personale.
Genazzano Da quel che riportano anche i giornali nazionali la CIG dovrebbe riguardare il lavoratori del termovalorizzatore. La situazione GAIA è evidentemente molto delicata. La questione rifiuti, a prescindere dalla situazione particolare, richiede a mio avviso un intervento deciso da parte degli enti territoriali superiori il cui sforzo deve essere indirizzato da un lato alla sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini verso i comportamenti
sostenibili e quindi alla differenziazione, dall'altro è necessario imprimere una svolta alla politica ambientale dei comuni tracciando percorsi ben definiti, vincolanti ed
il più possibile armonizzati. In definitiva: la differenziazione dei rifiuti ed il riciclo dovrebbe essere un obbligo di legge.
Quanti cittadini del suo paese lavorano nel Gaia?
Olevano I dipendenti olevanesi del Gaia attualmente sono 5. Ci sono tra l'altro 2 operatori ecologici diretta-mente stipendiati dal comune.
San Vito Il numero di dipendenti sanvitesi nel GAIA non si conosce, certo è che in caso di uscita dal consorzio il GAIA avrebbe accollato al comune 10 lavoratori. Di questi probabilmente solo 4 avrebbero potuto trovare occupazione presso il comune.
Genazzano Al momento sono 4.
Qual è il futuro della raccolta differenziata?
Olevano E' l’unico modo per riuscire ad abbassare i costi della TARSU perché permette di ridurre i costi di smaltimento in discarica. L’amministrazione intende proseguire con la raccolta porta a porta. Attualmente c'è uno studio di fattibilità, approvato in Consiglio Comunale, per la costruzione di un impianto di compostaggio (anaerobico) per 40000 tonnellate, grazie al quale avremo: ottimizzazione dei costi, nuovi posti di lavoro e maggiore tutela dell'ambiente.
San Vito La raccolta differenziata è l’unico modo per riuscire ad abbassare i costi della TARSU perché permette di ridurre i costi di smaltimento in discarica.
L’amministrazione intende proseguire con il porta a porta ed estenderlo all’intero paese.
Genazzano Per noi è indispensabile la realizzazione del centro di raccolta, che è una condizione necessaria affinché si possa iniziare a parlare di differenziazione dei
rifiuti e stiamo cercando di acquisire un terreno a tal proposito.
Personalmente sono molto curioso di vedere gli sviluppi successivi. La raccolta differenziata è una spia del livello di civilizzazione e coesione di un paese, vedremo quanto
questo paese ha a cuore se stesso dalla bontà della raccolta e a quel punto ognuno sarà artefice dell'aumento o della diminuzione futura della TARSU. Per avere effetti positivi e ridurre quindi le tasse, i cittadini dovranno differenziare almeno il 40-50%... oppure prepararsi ad una stangata che loro stessi si saranno prenotati.
Articolo uscito sul mensile Empolitan a Gennaio 2010, a cura di
M.Lozzi, M. Gasbarra, C. Ruggeri
Gaia: storia di un disastro annunciato
Dicembre 1997. Il Consorzio Gaia nasce costituito da nove comuni della provincia di Roma: Artena, Carpineto Romano, Colleferro, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni e Valmontone per un totale di 67.000 abitanti da servire. L’obiettivo dichiarato è di gestire il ciclo dei rifiuti locali, dando una nuova e stabile prospettiva occupazionale a 150 nuovi addetti
(personale individuato prevalentemente tra i Lavoratori Socialmente Utili e gli operai espulsi dalle industrie in crisi di Colleferro). Da subito, quindi, operazione a valenza occupazionale. Con i soldi della regione per far qua-drare i conti (contributo erogato in base alla Legge Regionale 36/92).
Dal 1999 il numero dei comuni-soci sale fino a 48 coprendo un territorio che va dalle porte di Roma a buona parte del frusinate, per un totale di oltre 350.000 abitanti. Gli addetti sono passati dal centinaio iniziale al migliaio. Lo spazio cresciuto fino a 1.700 chilometri quadrati di territorio. Gaia comincia a guardare anche all’estero con rapporti di partnership in Serbia, Ucraina, Macedonia, Croazia e Cina.
Nel 2002 comincia la costruzione dei due impianti di termovalorizzazione a Colleferro. Gli impianti sono in grado di bruciare 200 mila tonnellate annue di combustibile da rifiuti (cdr) producendo energia che viene ceduta alla rete, ma il cdr viene da tutta Italia tranne che dal Lazio. Intanto i rifiuti dei Comuni soci vengono conferiti nella discarica di Colle Fagiolara
che Gaia gestisce. Si cerca di arrivare, ma senza alcun successo, alla chiusura del ciclo dei rifiuti con la costruzione di un impianto di produzione di cdr, ma ogni tentativo è vano, tanto che alla fine l’impian-to non verrà realizzato né a Valmontone né a Colleferro.
Nel 2003 si allarga anche il tipo di business: il Consorzio guarda al settore termale e delle acque minerali: acquisisce sia le Terme di Fiuggi, che non versano in buone condizioni e che oggi sono state poste in liquidazione, sia la Fonte Meo/Gabinia, una piccola ditta di
imbottigliamento con quasi un secolo di storia e la proprietà di una sorgente di acqua medicale molto nota: l’impianto di imbottigliamento, chiuso per restauro e la creazione di
una beauty farm, non è più stato riaperto. Nel 2004 Gaia da Consorzio diviene una Spa, le cui azioni sono dei comuni, ma da quel momento comincia la crisi vera e propria. Il
Consorzio non riesce più a far fronte alle rate di mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti e Ministero delle Finanze e nelle numerose riunione che si svolgono i suoi amministratori chiedono l’azzeramento del prestito per uscire dalla crisi. Iniziano una serie di
trattative serrate con Acea, che da Gaia vuole solo gli impianti cedendo il ramo secco dello spazzamento e raccolta ad Ama.
In quello stesso periodo Acea aveva acquistato dal gruppo Erg gli impianti di San Vittore (termovalorizzatore), Paliano (produzione cdr), Orvieto (discarica) e il disegno cui si mira da parte di Gaia è quello di una newco con Acea, ma a fine estate lo strano arre-sto del suo presidente Scaglione, pone fine al sogno. Gaia cambia tre presidenti in pochi mesi e continua i contatti con Acea, fin quando non si vede costretta a rifiutare le sue offerte, considerate insufficienti. Inverno 2007, esce il primo bando di gara per la ces -s ione del 49% di Gaia cui s i presenta solo la spagnola Urbaser, che s i ritirerà ai primi di luglio dopo che nel corso della trattativa i Finanzieri hanno svolto il sequestro degli atti relativi ai bilanci fino al 2005. Il 2 agosto il ministro Bersani accoglie la richiesta di commissariamento in base alla Marzano e Gaia diviene una delle sei società italiane che usufruiscono dei benefici normativi, come Parmalat o, più recentemente, Alitalia.
Il resto è storia degli ultimi mesi: da 48 i comuni consorziati si sono ridotti a meno di 15, la situazione finanziaria vede il credito del Consorzio verso i Comuni superare i 50 mln di euro mettendo a rischio la sua stessa esistenza e la spasmodica ricerca di un accordo con Acea vanificato dal risultato elettorale che ha portato al campidoglio Gianni Alemanno. Il
benvenuto è dato dal blitz dei carabinieri del Noe di Roma che consegnano ben 4 avvisi di garanzia al Gaia per traffico e smaltimento illecito di rifiuti, inchiesta ancora in corso. Il Commissario Lolli, su indicazione del Ministro Scajola, prepara un bando di gara per manifestazione di interesse per l’acquisto del 100% di Gaia, cui rispondono le più grandi società nel settore. Da agosto il dossier è nelle mani del Ministro e in attesa della sua decisione, si moltiplicano le voci di possibili cordate per una trattativa privata. E proprio mentre la decisione sembra prossima, ecco i 24 avvisi di garanzia dell’operazione “cash
cow” della Finanza di Colleferro. La storia degli ultimi tempi infatti, è prevalentemente
storia giudiziaria, dove il consorzio Gaia risulta essere oggetto di indagine da parte di quattro Procure italiane: due Velletri, Roma e Bolzano per traffico illecito di rifiuti, falso in bilancio, smaltimento di Cdr non conforme e tangenti.
Tra le pieghe dell’inchiesta si intravede il mondo dei monnezzari d’Italia. Campania, Puglia, Lazio, Toscana, la regione, in realtà, poco importa. Nel centro del business ci sono decine d’intraprendenti mediatori, affaristi, maghi della trasformazione. Serve Cdr? Offrono il servizio completo, laboratorio d’analisi incluso. Produzione, trasporto, certificazione in
un unico pacchetto. “Io ho dodici carichi al giorno... pronti... subito … veloci ...”.
Antonio Vischi, il mediatore tra Gaia e la De.Fi.Am., fa la sua offerta diretta a Stefania Brida, responsabile dei rifiuti di Colleferro. “Mandameli... otto sabato... mandameli, capito?”. Ci pensa poi Antonio - secondo i magistrati - a sistemare i certificati, a far uscire dai
laboratori i risultati giusti, a contrattare il prezzo, a far “risparmiare moltissimo sulla macinazione”. Tutti sanno che di legale c’è ben poco, sanno di lavorare sul filo del rasoio, sanno che “se i Noe ci acchiappano ci fanno un c... così”. Sanno, tacciono, trasporta-no, bruciano. Il 30 aprile 2008 arriva a Colleferro del materiale proveniente dall’impianto del salario e il gruista telefona allarmato alla responsabile Stefania Brida: “E’ arrivato questo carico dalla Salaria... é grosso... ce stanno pure delle gomme, delle macchine
intere” La Brida risponde: “Si si m’avevano giá avvisato... me devi sta attento... te mescola mescola che rischiano di non bruciare... capito?” Costi alti, altissimi, perché in realtà di cdr ce n’è poco. Secondo il piano regionale dei rifiuti, il Lazio ne produce ogni anno 140.730 tonnellate, che a mala pena basterebbero per l’impianto di Colleferro. Quando poi il piano di realizzazione dei nuovi inceneritori andrà in porto, nel Lazio ci sarà una capacità di bruciare 710.000 tonnellate l’anno di combusti-bile da rifiuti, con un giro d’affari di quasi 70 milioni di euro solo per il costo del cdr. Se già oggi il mercato dei rifiuti laziale è straordinaria-mente ricco per i tanti mediatori, il futuro immediato sarà la miniera d’oro delle ecomafie.
E’ bene tenere a mente il quadro descritto nell’indagine dei carabinieri del Noe di Roma. C’è un territorio continuo che scende da Roma fino a Caserta, che è oggi la terra degli inceneritori, del cdr, del movimento frenetico di tir, della logistica della monnezza. Malagrotta, Albano, Colleferro, San Vittore nel Lazio sono gli impianti presenti e futuri
del cartello Cerroni - Acea - Ama. Acerra è il terminale campano dell’asse del “ciclo industriale dei rifiuti” che sta entrando in funzione proprio ora.
Cfr. www.youtube.com - Sabato&Domenica - La
Repubblica Tv
www.rai.it - Report: L’oro di roma del 23 novembre
2008
Articolo uscito sul mensile Empolitan a Gennaio 2010, a cura di
Giuseppe D’Attilia
sabato 5 novembre 2011
Inizia il porta a porta: il resoconto della conferenza stampa di presentazione
A San Vito Romano, il 28 Novembre 2011 inizierà la raccolta differenziata porta a porta nell'intero centro abitato dopo la sperimentazione iniziata un anno e mezzo fa (e fallita subito dopo) nel 30% del comune.
Mentre la sperimentazione è stata presentata molto in sordina, questa volta l'Amministrazione comunale sanvitese ha fatto le cose in pompa magna forte della partnership offerta dalla Provincia di Roma, azionista di maggioranza del progetto grazie all'ingente sovvenzionamento offerto. Sono previsti una serie di incontri con i cittadini e le imprese, sono stati diffusi manifesti, appesi striscioni e consegnate casa per casa lettere di presentazione del progetto.
Il primo di questi incontri è avvenuto il 4 Novemebre e nonostante l'ora appositamente scelta per evitare la presenza della forza lavoratrice (le 17.00) sono riuscito ad assistervi...
A presiedere la conferenza ci sono il sindaco Rossi e l'assessore Maccaroni, in rappresentanza del comune, l'assessore provinciale Civita, il Dottor Adamo e l'ingegner D'Innocenzo in rappresentanza del Consorzio GAIA, società appaltatrice del sistema rifiuti comunale.
Si inizia con qualche minuto di sviolinate offerte dal sindaco nei confronti della provincia e dell'assessore, rigoroso pedaggio da pagare qualdo si ricevono ingenti somme da un ente superiore, atte ad esaltare il lavoro svolto dall'ente nell'aiutare a sviluppare il progetto, nel finanziarlo e nella ristrutturazione dell'area ecologica.
Si prosegue con un'altra sviolinata, questa volta da parte del Dottor Adamo volta a ringraziare il nostro comune per aver creduto nel GAIA e di continuare a sostenerlo nonostante la condizione economica disastrosa e buchi di bilancio ingenti, il quale si impegna inoltre a rendere questa iniziativa il più trasparente possibile, promettendo addirittura la pubblicazione trimestrale delle statistiche sull'andamento del servizio.
Finalmente si entra nel dettaglio con l'intervento dell'ingegner D'Innocenzo, curatore principale del progetto che ci illustra schematicamente l'attuale sistema di gestione rifiuti basato sul collocamento in discarica, i futuri obiettivi ottenibili con il porta a porta, il come si applicherà a San Vito, fornendo una bozza di calenderazzazione della raccolta e per concludere una panoramica su chi riciclerà i nostri rifiuti con l'enfasi sulla trasformazione del rifiuto da problema a risorsa ed opportunità di business.
A concludere il pezzo forte, l'intervento dell'Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale Michele Civita che esordisce definendo il Comune di San Vito Romano coraggioso nell'aver scelto questi sistema invasivo di raccolta che però è necessario per ottemperare alle esigenze legislative italiane, regionali ed europee. Snocciola poi i vantaggi per la cittadinanza che nell'ordine sono: contribuire al rispetto dell'ambiente, avere un maggior decoro data la futura totale assenza dei grossi cassonetti dell'immondizia, dimenticandosi però del prossimo proliferare di tanti piccoli secchi colorati, e l'instaurazione di un nuovo rapporto, più diretto, quasi di controllo, con gli operatori ecologici.
Brevemente annovera in cosa consiste il contributo della provincia citando la fornitura gratuita a tutti i cittadini del kit necessario (secchi e buste), del contributo economico per evitare aumenti per le utenze e l'adeguamento dell'isola ecologica.
Poi, anch'egli si sofferma sul concetto del rifiuto ora inteso come bene, come risorsa economica, materia prima che può generare concime (compost), energia elettrica (termovalorizzatori), nuova plastica, vetro e carta (con risparmio di materie prime naturali) e specificando come migliorando la qualità della differenziata si migliora anche l'apporto economico alla fase finale della filiera del riciclaggio.
Prima dei saluti, parola al pubblico con domande sull'argomento.
La prima è una contorta domanda sul fallimento dei progetti precedenti al quale risponde il dottor Civita con il solito discorso di belle speranze, si passa poi ad una domanda su una possibile data di chiusura della discarica di Colleferro al quale sempre lo stesso Assessore risponde con un'impossibilità di fornire una data certa, perché essa è strettamente dipendentente dalla probabile diminuzione dell'apporto di rifiuti.
La terza ed ultima domanda spetta a me. Voglio giocarmela bene, così riesco a partorire: "Qui giustamente si sta enfatizzando il fatto che il rifiuto diventi una risorsa economica, ma finora questa risorsa è ad esclusivo appannaggio delle società che si occupano della trasformazione. Quando è previsto che questo diventi una risorsa anche per noi che siamo i fornitori della materia prima?"
Qualche secondo di gelo nella sala.
In fondo cosa ho detto, un orafo la materia prima, l'oro, la compra dal suo fornitore, non gli viene dato nulla per lavorarlo e poi rivenderlo, anzi deve pagarlo. Quindi, in quest'ottica, anche noi stiamo fornendo una materia prima che dovrebbe essere pagata o quantomeno ritirata a costo 0.
Passata l'empasse l'Assessore Civita inizia la sua scalata verso la cima dello specchio adducendo il fatto che molti comuni sono debitori di ingenti cifre nei confronti del consorzio GAIA (e dobbiamo pagrli noi sanvitesi?!) proseguendo poi con il fatto che per il cittadino questo cambio non avrà costi grazie al contributo e che lo scopo è mantenere un equilibrio evitando di alzare le tasse (pure!).
Uhmm... In ordine: il guadagno generato dalla mia differenziata va a sanare il buco del consorzio dovuto a mancati pagamenti di altri, i soldi delle mie tasse ritornano a me sottoforma di contributo provinciale elargito al fine di evitare i necessari aumenti di costo del nuovo sistema (quindi implicitamente mi sto pagando l'aumento io stesso) ed infine ci dovrebbe andar bene se si riesce a non aumentare nulla anche quando i contributi finiranno.. Andiamo bene. Ma questa risposta che dovrebbe tradursi in un NO alla mia domanda, ovvero che mai avremo un ritorno economico noi cittadini, è troppo vaga, non esprime chiaramente il concetto, quindi incalzo ribadendo l'aumento attuale delle tasse ed il fatto che NOI siamo i fornitori di materia prima.
Dopo altrettanti giri vaghi intorno agli stessi concetti precedenti c'è una nuova perla, la remota possibilità per chi ha orti o terreni di avere sconti sulla tassazione se provvede in modo autonomo al compattare ed usare il proprio rifiuto organico.
Anche questa volta la traduzione in MAI devo farla io, ma c'era da aspettarselo.
Noi non trarremo mai nessun beneficio economico dato che il GAIA, come ogni società che si ripetti, mira ad ottenere un utile dalle sue attività e quindi difficilmente i ricavi avuti dalla vendita delle materie prime frutto del processo di riciclaggio andranno ad abbattere i costi del servizio, almeno nel prossimo breve-medio periodo.
Mentre la sperimentazione è stata presentata molto in sordina, questa volta l'Amministrazione comunale sanvitese ha fatto le cose in pompa magna forte della partnership offerta dalla Provincia di Roma, azionista di maggioranza del progetto grazie all'ingente sovvenzionamento offerto. Sono previsti una serie di incontri con i cittadini e le imprese, sono stati diffusi manifesti, appesi striscioni e consegnate casa per casa lettere di presentazione del progetto.
Il primo di questi incontri è avvenuto il 4 Novemebre e nonostante l'ora appositamente scelta per evitare la presenza della forza lavoratrice (le 17.00) sono riuscito ad assistervi...
A presiedere la conferenza ci sono il sindaco Rossi e l'assessore Maccaroni, in rappresentanza del comune, l'assessore provinciale Civita, il Dottor Adamo e l'ingegner D'Innocenzo in rappresentanza del Consorzio GAIA, società appaltatrice del sistema rifiuti comunale.
Si inizia con qualche minuto di sviolinate offerte dal sindaco nei confronti della provincia e dell'assessore, rigoroso pedaggio da pagare qualdo si ricevono ingenti somme da un ente superiore, atte ad esaltare il lavoro svolto dall'ente nell'aiutare a sviluppare il progetto, nel finanziarlo e nella ristrutturazione dell'area ecologica.
Si prosegue con un'altra sviolinata, questa volta da parte del Dottor Adamo volta a ringraziare il nostro comune per aver creduto nel GAIA e di continuare a sostenerlo nonostante la condizione economica disastrosa e buchi di bilancio ingenti, il quale si impegna inoltre a rendere questa iniziativa il più trasparente possibile, promettendo addirittura la pubblicazione trimestrale delle statistiche sull'andamento del servizio.
Finalmente si entra nel dettaglio con l'intervento dell'ingegner D'Innocenzo, curatore principale del progetto che ci illustra schematicamente l'attuale sistema di gestione rifiuti basato sul collocamento in discarica, i futuri obiettivi ottenibili con il porta a porta, il come si applicherà a San Vito, fornendo una bozza di calenderazzazione della raccolta e per concludere una panoramica su chi riciclerà i nostri rifiuti con l'enfasi sulla trasformazione del rifiuto da problema a risorsa ed opportunità di business.
A concludere il pezzo forte, l'intervento dell'Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale Michele Civita che esordisce definendo il Comune di San Vito Romano coraggioso nell'aver scelto questi sistema invasivo di raccolta che però è necessario per ottemperare alle esigenze legislative italiane, regionali ed europee. Snocciola poi i vantaggi per la cittadinanza che nell'ordine sono: contribuire al rispetto dell'ambiente, avere un maggior decoro data la futura totale assenza dei grossi cassonetti dell'immondizia, dimenticandosi però del prossimo proliferare di tanti piccoli secchi colorati, e l'instaurazione di un nuovo rapporto, più diretto, quasi di controllo, con gli operatori ecologici.
Brevemente annovera in cosa consiste il contributo della provincia citando la fornitura gratuita a tutti i cittadini del kit necessario (secchi e buste), del contributo economico per evitare aumenti per le utenze e l'adeguamento dell'isola ecologica.
Poi, anch'egli si sofferma sul concetto del rifiuto ora inteso come bene, come risorsa economica, materia prima che può generare concime (compost), energia elettrica (termovalorizzatori), nuova plastica, vetro e carta (con risparmio di materie prime naturali) e specificando come migliorando la qualità della differenziata si migliora anche l'apporto economico alla fase finale della filiera del riciclaggio.
Prima dei saluti, parola al pubblico con domande sull'argomento.
La prima è una contorta domanda sul fallimento dei progetti precedenti al quale risponde il dottor Civita con il solito discorso di belle speranze, si passa poi ad una domanda su una possibile data di chiusura della discarica di Colleferro al quale sempre lo stesso Assessore risponde con un'impossibilità di fornire una data certa, perché essa è strettamente dipendentente dalla probabile diminuzione dell'apporto di rifiuti.
La terza ed ultima domanda spetta a me. Voglio giocarmela bene, così riesco a partorire: "Qui giustamente si sta enfatizzando il fatto che il rifiuto diventi una risorsa economica, ma finora questa risorsa è ad esclusivo appannaggio delle società che si occupano della trasformazione. Quando è previsto che questo diventi una risorsa anche per noi che siamo i fornitori della materia prima?"
Qualche secondo di gelo nella sala.
In fondo cosa ho detto, un orafo la materia prima, l'oro, la compra dal suo fornitore, non gli viene dato nulla per lavorarlo e poi rivenderlo, anzi deve pagarlo. Quindi, in quest'ottica, anche noi stiamo fornendo una materia prima che dovrebbe essere pagata o quantomeno ritirata a costo 0.
Passata l'empasse l'Assessore Civita inizia la sua scalata verso la cima dello specchio adducendo il fatto che molti comuni sono debitori di ingenti cifre nei confronti del consorzio GAIA (e dobbiamo pagrli noi sanvitesi?!) proseguendo poi con il fatto che per il cittadino questo cambio non avrà costi grazie al contributo e che lo scopo è mantenere un equilibrio evitando di alzare le tasse (pure!).
Uhmm... In ordine: il guadagno generato dalla mia differenziata va a sanare il buco del consorzio dovuto a mancati pagamenti di altri, i soldi delle mie tasse ritornano a me sottoforma di contributo provinciale elargito al fine di evitare i necessari aumenti di costo del nuovo sistema (quindi implicitamente mi sto pagando l'aumento io stesso) ed infine ci dovrebbe andar bene se si riesce a non aumentare nulla anche quando i contributi finiranno.. Andiamo bene. Ma questa risposta che dovrebbe tradursi in un NO alla mia domanda, ovvero che mai avremo un ritorno economico noi cittadini, è troppo vaga, non esprime chiaramente il concetto, quindi incalzo ribadendo l'aumento attuale delle tasse ed il fatto che NOI siamo i fornitori di materia prima.
Dopo altrettanti giri vaghi intorno agli stessi concetti precedenti c'è una nuova perla, la remota possibilità per chi ha orti o terreni di avere sconti sulla tassazione se provvede in modo autonomo al compattare ed usare il proprio rifiuto organico.
Anche questa volta la traduzione in MAI devo farla io, ma c'era da aspettarselo.
Noi non trarremo mai nessun beneficio economico dato che il GAIA, come ogni società che si ripetti, mira ad ottenere un utile dalle sue attività e quindi difficilmente i ricavi avuti dalla vendita delle materie prime frutto del processo di riciclaggio andranno ad abbattere i costi del servizio, almeno nel prossimo breve-medio periodo.
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