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mercoledì 13 novembre 2019

Spiritosi o faziosi?

Sono un abitué delle rassegne stampa mattutine che, nel tempo, si sono spostate dai feed alle pagine social dove le immagini ed i titoli ad effetto prevalgono sui contenuti dell'articolo stesso, almeno per una buona fetta dei lettori.

E così oggi, dopo l'ennesima puntata di parte della Gruber, ecco che il IFQ riprende la notizia dello scontro con un titolo normale, ma con l'impegno di perculare un politico sulla cresta dell'onda come la Meloni


Dite che questo fermo immagine con la Meloni freezata con il braccio alzato è stato casuale?

Ovviamente no, voluto, anzi cercato, anche a discapito della qualità dell'immagine che nel fermo risulta degradata. D'altronde la Meloni viene dipinta come l'emblema della destra, l'erede del fascismo, militante del FUAN e quindi non può che essere dipinta con il braccio destro alzato.





venerdì 15 giugno 2012

Il caso di Fabio Gullotta: ennesimo esempio di giornalismo spazzatura

Nella consueta rassegna stampa mattutina mi sono imbattuto in un articolo de Il Messaggero dal titolo quanto mai allarmante: Ubriaco alla guida sterminò famiglia. Non passerà neanche un giorno in cella

Mi son detto, scandoloso, come è possibile?!
E così ho inziato la lettura e, come già sospettavo, i fatti narrati non corrispondevano assolutamente al titolo strillone. 

Vediamo innanzitutto cosa è successo il 15-01-2011, data in cui a Campobello di Mazara è avvenuto l'incidente automobilistico. Riporto frammenti di un articolo del Giornale di Sicilia:

<<
E' stato denunciato dai carabinieri per omicidio colposo plurimo, aggravato dallo stato di ebbrezza alcolica, Fabio Gulotta, il giovane di 21 anni che ieri sera ha travolto a Campobello di Mazara, con la sua Bmw 320 B, una 600 sterminando una famiglia. Nell'incidente sono morti due fratellini, Martina e Vito Quinci, di 12 e 10 anni, e la loro mamma, Livia Mangiaracina, di 37, mentre è rimasto gravemente ferito il marito della donna, Baldassarre Quinci, di 43 anni,
>>
 [...]
<<
Secondo una prima ricostruzione della dinamica, Quinci avrebbe contribuito all'incidente commettendo una lieve imprudenza allo stop [...] L'investitore, al quale è stata ritirata anche la patente, è stato accertato tuttavia che andava ad una velocità di 120 chilometri orari circa, [...] Dagli esami ai quali è stato sottoposto è emerso che Gulotta aveva nel sangue un tasso alcolemico di 0,72 milligrammi per litro, di poco eccedente il limite di 0,5, ma comunque sufficiente per indicare uno stato di ebbrezza alcolica
[...]

Sei mesi dopo, come riportato da Il Messaggero

<<
Baldassare Quinci, che nell'incidente rimase gravemente ferito e al quale gli inquirenti contestarono un concorso di colpa (dalla perizia emerse che non si era fermato allo stop), si suicidò impiccandosi a una trave.
>>

La vita è fortemente ingiusta e nulla potrà ripagare il dolore per la morte di un'intera famiglia, certo è che questo giornalismo da 4 soldi non rende giustizia a nessuno e dovrebbe essere fermato. Non è possibile creare un mostro senza che ve ne siano i presupposti, così come non è possibile speculare in questo modo sulla vita delle persone, nella fattispecie la famiglia Gullotta che credo sia rimasta ugualmente provata dalla vicenda.

Il titolo ad effetto, infatti, genera subito una sensazione di rabbia, il lettore si infuria ancor prima di capire cosa è successo perché il messaggio veicolato è molto semplice: un ubriaco che, dopo aver sterminato una famiglia non passa neanche un giorno di galera.  << ODDIO, SCANDALO!! La solita giustizia italiana!! >> così avranno commentato tutti i lettori più superficiali. Il clima di sfiducia verso le istituzioni è alimentato ed il mostro ubriaco è pronto per riempire le colonne di un articolo che probabilmente nessuno però leggerà.


Ed invece no, non c'è nessun mostro e nessuna giustizia fallata questa volta.
C'è la storia di un incidente, come ne accadono a decine ogni giorno, nel quale, però, il fato ha voluto che ci scappasse più di un morto. C'è la storia di un giovane, che sì, ha infranto le regole del codice della strada e per questo è stato punito.
All'imputato non era mai stata tolta la patente, la sua auto non era "lanciata a folle velocità" e il suo stato di ebrezza era di poco superiore al consentito.
Lo dice il presidente del tribunale di Marsala Gioacchino Natoli, intervenendo sulla vicenda del giovane condannato a due anni (pena sospesa) dopo che con la sua auto ha provocato al morte di tre persone. La sentenza ha destato scalpore e polemiche.
Fabio Gulotta, 22 anni, patteggiò la pena. Nell'incidente persero la vita, il 16 gennaio 2011 a Campobello di Mazara, una madre e i suoi due figli e riportò lesioni personali gravi il marito, Baldassare Quinci, che si trovava alla guida dell'auto. Sei mesi dopo l'uomo si suicidò.
"Gulotta - spiega Natoli - si trova sottoposto alla sospensione (per tre anni) della patente di guida sin dal giorno successivo al tragico incidente mortale. Nessuna precedente sospensione della patente di guida gli era stata inflitta, appena due anni prima, a seguito di un incidente stradale con feriti (in realtà mai avvenuto)".
"Secondo gli accertamenti peritali - aggiunge il magistrato - svoltisi durante le indagini preliminari, lo stato di ebbrezza contestato a Gulotta era di poco superiore al limite consentito dalla legge (0,72 invece che 0,50) e non costituisce illecito penale (bensì amministrativo). Questo non ha comunque impedito - in base alle risultanze della consulenza tecnica disposta dal pm - che Gulotta reagisse, con sufficiente immediatezza, all'attraversamento dell'incrocio da parte dell'autovettura condotta da Quinci, il quale peraltro non si è fermato al ben visibile segnale stradale di Stop.
"L'auto di Gulotta - conclude Natoli - lungi dall'essere lanciata a 120 all'ora, andava a una velocità stimata dal consulente tecnico del pm pari a 75-80 km/h, in luogo del limite di 50 km/h".
>>
Giusto che paghi, ma si è trovato di fronte ad un altro errore, commesso da quelle che poi diventeranno le vittime stesse dell'incidente.
Non c'è neanche un ubriaco, ma soltanto un italiano qualunque che si ritrova ad uscire da un ristorante dopo aver bevuto un paio di bicchieri di vino ed un ammazzacaffé.

La mia indignazione, quindi, non è per il caso, ma per questo ennessimo esempio di giornalismo spazzatura.







giovedì 14 giugno 2012

Tutti contro Cassano... Io no.

Sono ormai un paio di giorni che una grossa fetta di giornalisti fancazzisti e rappresentanti di varie associazioni o movimenti si scagliano contro le dichiarazioni fatte da Cassano riguardo gli omosessuali e nello specifico, quelli in nazionale.

Vediamo innanzitutto cosa ha detto:  


Che Cassano sia sicuramente un rozzo, poco acculturato, molto provincialotto non ci piove e quindi, molto probabilmente, l'uso della parola frocio è dovuta, come sostenuto da molti, proprio a questa sua indole che però ha anche un notevole lato positivo: quello cioè di garantire, la maggior parte delle volte, risposte schiette e senza censure ipocrite.
Ora, perché tanti allarmismi?
Non è possibile dichiarare quello che si pensa sull'argomento?
Perché mai Cassano avrebbe dovuto rispondere in modo diverso, o semplicemente più corretto per alcuni, negando la sua natura e mentendo in modo spudorato?

Ci posso stare che qualcuno si adiri per la parola usata che potrebbe risultare antipatica, ma cosa c'è che non va nel concetto espresso?

Se ci sono gay in nazionale sono problemi loro, ma spero di no. 
Questa è una rilettura più educata del concetto che non mi sembra affatto omofoba.

Vogliamo soffermarci sulla parola problemi?
Ok, ma Cassano intendeva "fatti", oppure nel dire problemi in cuor suo pensa che l'essere gay è un problema? La risposta può soltanto essere lasciata all'interpretazione, ma anche qualora si scelga l'opzione 2, è e rimane pur sempre un'opinione personale del tutto legittima.
Vogliamo soffermarci sul fatto che non li vuole in nazionale?
Ok, ma perché una qualsiasi persona vorrebbe farsi la doccia nuda con una persona che non gradisce e che potrebbe provare un'attrazione sessuale nei propri confronti?

Chiediamo alla Pellegrini o ad una qualsiasi donna eterosessuale dello sport professionistico o dilettantistico se sarebbe a suo agio dovendosi fare la doccia insieme ad un uomo, anch'egli eteresessuale e credo che le risposte non sarebbero del tutto positive.

A dimostrazione del possibile problema/imbarazzo nell'accomunare persone eterosessuali di diverso sesso mi sembra ci sia anche la naturale distinzione fra spogliatoi maschili e femminili....
Quindi, cosa significa che questa distinzione è in realtà eterofoba perché ghettizza persone appartenenti allo stesso genere umano in due ambienti differenti soltanto perché di sessi opposti??













mercoledì 18 gennaio 2012

IFQ: tutto pur di far la notizia che si vuole

Generalmente leggendo la solita stampa strillona, fanfarone e faziosa sto zitto, però a volte, quando si esagera, non riesco proprio a fermare l'istinto di scrivere.
Mi è successo oggi leggendo l'articolo "Vattani il console picchiatore" de Il Fatto Quotidiano riguardante l'ennesimo episodio della telenovela di Mario Vattani.
Non è mio compito analizzare le responsabilità di Vattani, né tantomeno giudicare la sua condotta al di fuori del suo incarico istituzionale è chiaro però come, ormai, il suo destino sia segnato data la mole di articoli ridondanti che vengono prodotti da determinati organi di stampa, al fine di sollecitare un intervento del governo.
Tra le fila di questa stampa posso certamente annoverare anche Il Fatto Quotidiano, ovviamente, che con quest'ultimo articolo di Marco Lillo consegna una pietra miliare alla storia del giornalismo fazioso, falso e squallido.

Tanto per essere chiaro, non voglio né mancare di rispetto al signor Andrea Sesti, del quale non metto in dubbio la tragedia, né difendere il sig. Vattani che non credo abbia bisogno di me, ma soltanto attaccare il metodo usato dal sig. Lillo e dal IFQ per questo articolo. 

Cominciamo analizzando il titolo ed il sottotitolo:
<<

Vattani il console picchiatore
Sesti: “Mi aggredì al Capranica”
Parla l'uomo che nel 1989 fu vittima grave di una spedizione punitiva a Roma di un gruppo di estrema destra davanti al cinema a due passi da Montecitorio.
<<

Si parte subito con la fanfara. Poche parole, ma chiari concetti da veicolare: Vattani è un picchiatore, ha partecipato ad un raid punitivo di stampo politico (di estrema destra) nei confronti di tale Sesti.
Per il lettore medio, quello da condivisione su social network o da rassegna web veloce, la storia è stata già scritta.
Leggiamo però cosa dice l'articolo all'interno.

La storia parte nel modo più smielato possibile, si tira in mezzo la famiglia, i figli piccoli e si tocca il punto di diabete con << Andrea Sesti [...] è un uomo maturo con tre figli. I due più grandi hanno 11 anni e 9 anni [...] Mario Vattani, l’uomo che, 22 anni fa, davanti al cinema Capranica di Roma ha partecipato alla spedizione punitiva che poteva uccidere Andrea prima ancora che potesse sognare di essere il loro papà. >> 

Poi, tra le domande, si arriva al primo punto interessante in stretta relazione con quanto si afferma nel titolo:
<< Ero andato con tre amici e due amiche a vedere una rassegna di film horror al cinema Capranica, a due passi dal Pantheon. Durante la proiezione, incrociammo gli sguardi con tre-quattro ragazzi. Erano chiaramente di destra e già noti a Roma. Come noi, che on eravamo noti né violenti come loro, sembravamo già dai vestiti, di sinistra. >>

La trascrizione dell'intervista aggiunge il dettaglio degli abiti per associare l'accaduto all'estrema destra, nel vocale però è il giornalista a forzare la mano con il qualificativo skinheads per iniziare la quadratura del cerchio. 

Andiamo avanti:
<< C’erano sicuramente i due gemelli Stefano e Germano Andrini, e poi un altro che fu arrestato (Andrea Pennacchietti) e c’era certamente Mario Vattani, che invece fu assolto completamente. >>

Ok, i giudici generalmente tanto amati ed osannati dal Fatto,  questa volta, pronunciando una piena assoluzione non sono degni di nota e quindi, il dettaglio dell'assoluzione non entra pesantemente in gioco nell'articolo. Gli viene dato un ruolo marginale che non intacca minimamente lo spirito ed il messaggio del titolo, ma anzi, si tenta di sminuire il tutto veicolando un altro messaggio:  la "corruzione" degli imputati.
<<
Un’ora prima della prima udienza arrivarono con un libretto al portatore da 90 milioni di vecchie lire e me li offrirono per ritirare la costituzione di parte civile. Non so chi li pagò, ma certo Vattani era tra i personaggi coinvolti quello che sembrava avere le maggiori disponibilità.>>

Uhm... Finora soltanto ipotesi, congetture e forzature giornalistiche per confutare l'unico fatto chiaramente dimostrabile: la completa assoluzione per i fatti contestati ed una sola testimonianza, inascoltata, a collocare Vattani sul luogo dell'agguato.

Nonostante questo, però, il giornalista si spinge oltre: un appello verso il ministro Giulio Terzi di Sant’Agata con ovviamente il chiaro intento di forzare ulteriormente l'eventuale iter disciplinare.

Come affermato già prima di questa mia breve esposizione, non è mio scopo confutare la versione esposta dal sig. Sesti, né tantomeno ignorare quanto possa aver subito 20 anni fa, certo è che i fatti, verificati, ci offrono un quadro diverso, decisamente meno scontato e fazioso.
E' doveroso però notare come il signor Sesti abbia taciuto per 20 anni, non lamentandosi finora del ruolo istituzionale che stava svolgendo il sig. Vattani ed abbia sfruttato il momento mediatico favorevole per effettuare questa intervista, che, dato il tono alquanto tremolante della voce, non so quanto sia spontanea.

mercoledì 5 ottobre 2011

I segreti della casta di Montecitorio: Amanda e Rudy, il doppio volto della giustizia in Italia


Da buon utente della rete sono solito girovagare alla ricerca di informazioni, scoop, iniziative ed altro che possano arricchire la mia esperienza. Sull'onda dell'indignazione per politica italiana mi sono interessato al blog I Segreti della Casta di Montecitorio curioso di sapere, per l'appunto, qualche segreto più o meno scandaloso che poteva coinvolgere i nostri politici. Giusto per incazzarmi ancora di più, insomma.
Tutto è iniziato per caso, era una delle solite pagine su Facebook che ogni tanto appaiono e che magari qualche buona notizia la tirano fuori. Da lì si è tramutata in un blog, da un blog a uno strumento per fare soldi, visto la pubblicità imperante ed i notevoli (presumibili) accessi giornalieri che riscuote.
Su chi fosse SpierTruman, l'autore del blog, se ne è già discusso altrove, così come altrove si è dibattuto sulla veridicità degli argomenti proposti o sugli scopi finali di questo tale. In fondo è uno dei tanti che si può scegliere di leggere o no ed io spesso e volentieri l'ho letto, perché non mi costava poi molto dedicare a quel blog qualche minuto della mia giornata. (magari più avanti scriverò qualcosa su come i contenuti sia man mano scaduti, ma questo è un altro discorso).
Durante questa perdita di tempo mi è capitato sottomano il commento al caso dell'omicidio di Meredith Kercher, intitolato Amanda e Rudy: il doppio volto della giustizia in Italia nel quale campeggia immensa questa foto:
Il breve articolo è un mix di disinformazione e populismo che vuol cavalcare l'onda del successo mediatico del caso probabilmente soltanto per accaparrarsi quelle visite funzionali ad aumentare il bonus pubblicitario. (ci tengo a sottolineare che il mio blog ha una media visite mensile di poche decine di utenti, quindi inutile che pensiate che io stia facendo la stessa cosa).
Innanzitutto va chiarito che Rudy ha scelto di procedere con il rito abbreviato, via questa scelta per avere sconti di pena. Chi sceglierebbe questa modalità? Se io fossi innocente, anche con l'avvocato d'ufficio, tenterei sempre e comunque di dimostrare la mia non colpevolezza. Non sta a me decidere se Rudy sia in qualche modo implicato nell'omicidio, certo è che, per sua ammissione si trovava lì nel momento dell'omicidio e che ha provato ad avere un approccio sessuale con lei. Sue le impronte insanguinate rinvenute.
ST, però, ignorando totalmente i fatti ha pensato bene di sfruttare il colore della sua pelle per veicolare il messaggio che in Italia, oltre ad essere razzisti, abbiamo un sistema giuridico che favorisce le persone ricche.
Che in tutto il mondo se ti puoi permettere un buon avvocato, o un pool di avvocati, sicuramente avrai più possibilità di provare la tua innocenza è fuori da ogni dubbio. Più persone o persone più brave ti offrono quasi sempre maggiori garanzie, motivo questo per cui, anche in altri ambiti lavorativi, si cercano professionisti con competenze elevate nonostante il loro costo sia elevato.
Come se non bastasse tutto ciò, il caro ST tenta anche di gettare un'ombra di dubbio sull'effettiva innocenza di Amanda, che è colpevole già soltanto per essere "bianca, di nazionalità americana, di famiglia benestante". Il fatto che poi non ci siano prove inconfutabili e che i nostri tecnici scientifici abbiano fatto un lavoro quantomeno discutibile, non ha alcun peso.
Sono estremamente contento se due innocenti sono risultati essere tali perché la galera è una cosa che non mi sento di augurare nemmeno al mio peggior nemico, certo è che la nostra giudizia ha dimostrato una falla enorme non essendo riuscita, dopo 4 anni, a dare un volto all'assassino di Meredith

Caro Spider, già i tuoi scoop stavano scadendo, così come le notizie che promuovevi, ma con questo articolo sei veramente caduto in basso!!

sabato 24 settembre 2011

Crisi greca e Trojka: il giornalismo fatto da slogan


In questo periodo di turbolenze economiche la crisi del debito pubblico greco è tra le notizie che rimbalzano con maggior frequenza su radio, Tv e giornali nazionali.
Nell'ultima settimana sono rimasto notevolmente colpito dall'omologazione del linguaggio usato per coniare titoli ad effetto sul difficile rapporto fra il governo greco e gli organi di controllo rappresentati da Unione Europea, BCE e Fondo monetario Internazionale.
Non sono in grado di affermare chi sia stato il primo giornalista ad adoperare la parola trojka per raggruppare i tre organismi di controllo, certo è che è stato ripreso come riferimento praticamente da tutte le fonti di informazioni anche se in modalità italianizzata troika con la i al posto della J, mantenendo però la K.
Non amando il giornalismo fatto di slogan ho deciso di raccogliere qui alcune foto della maggiore testate giornalistiche ed agenzie di stampa, nonché alcuni spaccati di ricerche su Google per evidenziare il fatto.







martedì 30 marzo 2010

Il Fatto quotidiano: sempre attento all'ultima notizia ma non ai risultati elettorali



Un peccato vedere come un giornale sempre attento all'ultima notizia giudiziaria, un velocista nel pubblicare le prime indiscrezioni riguardanti intercettazioni faccia poi una prima pagina con i risultati elettorali sbagliati.

Anche se credo sia dovuto al fatto di aver mandato in stampa molto prima della fine degli scrutini, mi sembrava giusto evidenziare questa incongruenza.

Un curiosità: il pd conserva le regioni rosse.... Ma Piemonte, Lazio e Campania non erano rosse lo stesso?

Significativo poi anche il voto della provincia dell'Aquila di cui non si fa menzione.

martedì 29 settembre 2009

Tu cerchi i clandestini? Ed io tiro fuori il coltello: alto giornalismo da "Il Fatto quotidiano"

















Questo è un articolo sui controlli che la polizia svolge a Prato contro i clandestini pubblicato oggi 29 Settembre 2009 su "Il fatto quotidiano".

Il giornalista riporta fedelmente quanto un albanese gli dice, ovvero che i poliziotti se la prendono con i cinesi perché sono + tranquilli (per ora) mentre loro (gli albanesi) tirerebbero fuori il coltello, perché, aggiunge, la Costituzione italiana tutela la violazione di domicilio....

Interessante, davvero un pezzo di alto giornalismo che infonde veramente dei sani principi morali nella mente del lettore, invece di criticare tutto ciò che viene riportato, fa semplicemente un'implicita polemica sull'introduzione del reato di clandestinità.

Perché il "giornale di inquisizione" non sottolinea il fatto che difendersi con un coltello contro chi espleta funzioni di ordine pubblico è un reato?
Perché il giornalista non spiega all'amico albanese che la clandestinità è un reato?

Perché un giornale fatto contro l'illegalità del presidente Berlusconi, in realtà incoraggia altri reati pubblicando articoli intimidatori contro chi è legalmente residente in Italia?
Perché incoraggia comportamenti criminali ed alimenta l'odio?

Veramente complimenti a Travaglio & Co.: Vergogna!