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sabato 1 ottobre 2011

Vasco Rossi su Nonciclopedia (archivio 2009)


Dopo l'increscioso fatto della chiusura di nonciclopedia, in segno di protesta contro la querela di Vasco Rossi per i contenuti che lo riguardavano ritenuti lesivi della sua immagine e diffamanti, ho deciso, per solidarietà, di linkarvi il contenuto della pagina originale di nonciclopedia ospitato su webarchive

martedì 13 settembre 2011

Residence il Castagneto: ora si percorre la via stragiudiziale


Delle vicende del Residence " Il Castagneto" di San Vito Romano mi ero già occupato all'epoca dell'Empolitan con due articoli: "Il Castagneto VIII atto" e "Notizie flash dal Residence “Il Castagneto”"

Da allora ad oggi nessun altro evento di particolare rilevanza pubblica aveva destato il mio interesse fino a quando non vidi che il parcheggio situato in viale Piave, oggetto del contendere per lungo tempo, veniva riqualificato da operai comunali, dotato di nuova segnaletica indicante "Zona a disco orario" e iniziava a fornire entrate alla casse comunali grazie alle multe di cittadini negligenti.
Mi sono chiesto quando e con quali termini questo luogo fosse stato annesso al patrimonio comunale, pensando che si sarebbe dedicato un passaggio in un Consiglio, data la delicata questione, ma sono rimasto decisamente deluso venendo a sapere che il tutto era passato inosservato, nel silenzio più assoluto dei cittadini, della maggioranza e della minoranza.
Soltanto leggendo la delibera di giunta n° 80 del 4 Giugno 2011 (liberamente consultabile dall'albo pretorio online) sono riuscito a scoprire che il passaggio è avvenuto con un atto del segretario comunale numero 894 del 2011 del quale però ignoro i contenuti, data la sua assenza nei vari archivi online a disposizione del singolo cittadino.
Ovviamente, come ogni delibera sull'argomento che si rispetti, non è stato un particolare del genere a catturare la mia attenzione, bensì l'oggetto ed il suo contenuto.
Il primo, agli occhi di chi si è interessato alla questione, può sembrare un'ennesima presa in giro. Esso recita, infatti: "Incarico legale Avv. Novarina per definizione accordo di programma Il Castagneto".
Come? Un altro accordo? Non sono bastati quelli passati sottoscritti anche dalla Regione, oppure le promesse non mantenute, le indagini della magistratura, i tempi di ritardo, gli abusi commessi, la vendita a privati di appartamenti destinati ad uso turistico, il tempo per l'impegno a riacquisire quest'ultimi scaduto a luglio dello scorso anno e via dicendo? Ancora si cercano accordi?
Sembrerebbe di sì.
L'avvocato dell'immobiliare "Il Castagneto", società ora detentrice degli immobili ha infatti richiesto con nota del 15.04.11, prot. 2356,l’autorizzazione amministrativa all’esercizio di residence/ albergo ristorante e la concessione in sanatoria e/o a compiere ogni altro atto necessario a dotare gli immobili di cui alla convenzione delle necessarie autorizzazioni amministrative ai fini del loro pacifico godimento, uso ed alienazione”;. Inoltre, sempre lo stesso, convocato dall'Amministrazione per le dovute chiarificazioni ha confermato da parte della società la ferma volontà di definire la situazione in via stragiudiziale.

Interessante. La società in questione, in torto e in vizio giudiziario ormai da qualche anno si permette di richiedere alcune autorizzazioni proprio per gli immobili oggetto del contendere, di avvalersi di eventuali sanatorie, necessarie per coprire le magagne costruttive, e pretende di risolvere la questione in via stragiudiziale, ovvero lontano dagli iter giudiziari normali, conciliando, quindi, e cercando mediazioni tra le parti con piani e dichiarazioni di intenti, in una sorta di ennesimo tentativo di eludere i propri doveri.
Ed il Comune cosa fa?

l’Amministrazione e in particolare il Sindaco, in qualità di legale rappresentante dell’ente e soprattutto in qualità di Presidente della commissione di vigilanza, ritiene preminente tutelare l’interesse pubblico al perfezionamento del’accordo di programma, anche al fine di promuovere lo sviluppo turistico del territorio attraverso l’aumento della ricettività che conseguirebbe dall’apertura della struttura;

e

Ritiene opportuno tentare in via stragiudiziale un componimento che conduca alla corretta chiusura dell’accordo di programma contemperando al tempo stesso tutti gli interessi delle parti coinvolte

Sostanzialmente accetta, nomina l'avvocato Novarino come suo consulente legale (2000 euro di parcella a fronte di altre offerte che si aggiravano fra i 9 e i 14000 euro) e considera anche la struttura come importante ed utile per il nostro paese.

Beh, ammesso che lo sia, quali saranno gli accordi che verranno proposti?
Come si risolverà la questione del marciapiede antistante lo stabile che doveva essere trasformato, come da progetto originale, in zona di carico e scarico merci? Che ne sarà degli appartamenti tutt'ora in mano ai privati e che dovevano invece essere inglobati proprio in quella struttura turistico alberghiera per la quale si stanno richiendo permessi e concessioni?

Lo scopriremo nelle prossime puntate, quando, cioè, i dettagli della proposta saranno resi pubblici.

(L'intero iter, oltre ad essere riportato negli articoli sopra citati è anche riassunto proprio nel testo della delibera.)

lunedì 13 giugno 2011

Il referendum abrogativo: strumento popolare o specchietto per le allodole?


<< [3]
La parola referendum riprende il gerundio latino del verbo refero, "riferisco" (nella frase ad referendum, "[chieder dei documenti, ecc.] per riferire"), e indica comunemente lo strumento attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici; esso è uno strumento di democrazia diretta, consente cioè agli elettori di fornire - senza intermediari - il proprio parere, o la propria decisione, su un tema oggetto di discussione
>>

<< [1]
Solo le tipologie contemplate dalla Costituzione italiana ammontano a quattro: il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (articolo 75), quello sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale (articolo 138), quello riguardante la fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove regioni (articolo 132 comma 1), quello riguardante il passaggio da una Regione ad un'altra di Province o Comuni (articolo 132 comma 2). Inoltre è previsto, all'articolo 123 comma 1, che gli statuti regionali regolino l'esercizio del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della regione.
>>

<< [3]
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana.

L'esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.

Forme e limiti di questa sovranità sono regolati dalla Costituzione dalle successive norme che stabiliscono le procedure referendarie e le materie che non sono sottoponibili a referendum
>>

Per l’intera normativa rimando direttamente a quanto riportato su wikipedia a questo indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_in_Italia#Referendum_abrogativo_2, evitando così di dilungarmi in un noioso excursus (al quale non sono inoltre preparato), riportando invece soltanto i punti salienti.

<< [4]
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. […] La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
>>
<< [1]
Per un quarto di secolo sia la maggioranza democristiana che l'opposizione comunista non si interessarono a dare attuazione all'art. 75 della Costituzione. I partiti non soltanto non volevano rinunciare al controllo sulla legislazione, ma temevano che qualsiasi pronunciamento popolare mettesse in evidenza una loro mancanza di sintonia con l'elettorato.
>>
A parte la legislazione ordinaria, ci sono una serie di sentenze della corte di Cassazione che vanno ad inserirsi in questo contesto, ampliandolo e definendone con maggiore dettaglio le varie sfumature.
<< [1]
Sentenze 1981
il limite delle "leggi collegate" a quelle espressamente indicate dalla Costituzione fu esteso ulteriormente, comprendendo nel caso di leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali anche le «norme per le quali non vi sia un margine di discrezionalità quanto alla loro esistenza e al loro contenuto, ma solo l'alternativa tra il dare esecuzione all'obbligo assunto sul piano internazionale e il violarlo, non emendando la norma e abrogandola dopo averla emanata
>>
Magistratura
<< [1]
Sentenze 1990
Nel 1987 vinse il referendum promosso dal Partito Radicale, dal Partito Liberale Italiano e dal Partito Socialista Italiano, che abrogava gli articoli 55, 56 e 74 del Codice di procedura civile, che impedivano al magistrato di rispondere in sede civile dei suoi errori. Dopo quel risultato il 13 aprile del 1988 il Parlamento approvava la legge n.117, voluta dal ministro Guardasigilli Vassalli, titolata «Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati» che si allontanava dal principio della responsabilità personale del magistrato, per affermare quello, opposto, della responsabilità dello Stato. Con la nuova legge il cittadino che subiva un danno a causa di un atto doloso o gravemente colposo da parte di un magistrato, non poteva fare causa al magistrato stesso, ma doveva chiamare in giudizio lo Stato e chiedere ad esso il risarcimento del danno. Successivamente era lo Stato a chiamare a sua volta in giudizio il magistrato, se colpevole, e che, a quel punto, poteva rispondere in prima persona, entro il limite di un terzo di annualità dello stipendio. Il Tribunale di Napoli con ordinanza dell'8 novembre 1989 ed il Tribunale di Roma con ordinanza del 19 aprile 1990, sollevarono questione di legittimità costituzionale in merito ad alcuni articoli della nuova legge n. 117 che entravano in conflitto con gli esiti del referendum abrogativo.
La Corte Costituzionale con questa sentenza affermava il principio per cui il legislatore politico non può riprodurre una normativa abrogata da un referendum abrogativo, ma nei limiti di ripristino formale e sostanziale della disciplina abrogata può correggere, modificare ed integrare la disciplina residua (legittima era quindi anche la legge "Vassalli")
>>
Finanziamento pubblico ai partiti
<< [2]
La Legge 659/1981 introduce le prime modifiche:
• i finanziamenti pubblici vengono raddoppiati;
• partiti e politici (eletti, candidati o aventi cariche di partito) hanno il divieto di ricevere finanziamenti dalla pubblica amministrazione, da enti pubblici o a partecipazione pubblica;
• viene introdotta una nuova forma di pubblicità dei bilanci: i partiti devono depositare un rendiconto finanziario annuale su entrate e uscite, per quanto non siano soggetti a controlli effettivi.
>>
<< [2]
Il referendum abrogativo promosso dai Radicali Italiani dell'aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli.
>>
<< [2] Reintroduzioni bipartisan
Nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna (con la Legge 515/1993) la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l'intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro
[…]
La Legge 2/1997, intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti.
La Legge 157/1999, dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa
[…]
La normativa viene modificata dalla Legge 156/2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, che trasforma in annuale il fondo e abbassa dal 4 all'1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro.
Infine, con la Legge 51/2006, l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi politica italiana del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura.
>>
<< [1]
Il divieto di riprodurre la disciplina è temporale, anche se in merito alla sua durata le tesi della dottrina sono contrastanti e non si riscontrano sentenze della Corte che possano sciogliere il dilemma
>>

Alla luce di quanto asserito sopra non certo da me, ma da stralci di documenti ufficiali l'unica conclusione plausibile è che il referendum abrogativo anziché essere strumento di democrazia partecipata risulta soltanto un ennesimo specchietto per le allodole, messo lì dal sistema partitico italiano post ’46 per controllare, strumentalizzare e fidelizzare le masse di elettori/fans.
Così fatto il referundum è monco, illusorio, strumentale; è finto e falso. Prevedendo soltanto la possibilità di abrogare una norma già scritta, di fatto si relega l’elettore allo status di suddito (qual è) con il potere di eliminare (apparentemente) ciò che sembra fargli più male (nel migliore dei casi). Non c’è possibilità infatti di mettere sul piatto della bilancia un’idea alternativa. In virtù di questo è un mezzo che si presta alla strumentalizzazione da parte di piccole caste in grado di minacciare, con soltanto 500.000 firme, il governo al potere.
Non essendoci vincoli temporali ben noti, ma soprattutto, non essendo un mezzo di decisione popolare su “concetti” o scelte politiche, è un’inutile spreco di denaro pubblico. Ne sono un esempio palese proprio i referendum abrogativi sulla Magistratura, in cui l’Italia aveva espressamente voluto la responsabilità civile dei magistrati, mentre la casta è riuscita a rimescolare le carte in tavola assicurandosi lo scudo spaziale statale. E quello sul finanziamento pubblico ai partiti dove si era espressa la volontà di elimanarlo a livello concettuale, mentre la politica, soltanto modificando le parole, ha radicalmente ignorato, salvaguardando se stessa.
Viene propagandato quindi come strumento di sovranità popolare, si usa per aizzare le masse, ma in virtù di quanto esposto è soltanto l’illusione che il sistema politico ha creato per renderci fedeli sudditi. Ti fa sentire chiamato in causa, ti abbaglia con la sua propaganda, ma di fatto ignora il tempo e i soldi dedicati, così come le volontà espresse.

Ora, perché farsi prendere in giro così?

Un esempio di un buon sistema referendario è quello della Repubblica di San Marino, sommarizzato qui

Fonti:
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_in_Italia

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum

[4] http://www.governo.it/governo/costituzione/2_titolo1.html

venerdì 8 ottobre 2010

Notizie flash dal Residence “Il Castagneto”

Di grossi passi avanti nella situazione già trattata ampiamente tra le pagine di questo giornale non se sono fatti, risultano infatti ancora incompiute le opere di ripristino dell’area di carico/scarico, così come l’acquisizione della zona di parcheggio da parte del Comune, però alcuni nodi devono essere aggiunti al percorso che un domani, forse, porterà a scrivere la parola fine di questa fiction a puntate.
Il primo riguarda l’Amministrazione, che nel Consiglio Comunale del 7 Settembre 2010 ha riportato alla luce il vecchio contratto di acquisizione delle aree del parcheggio e del locale sottostante, rinominandolo come “schema”, ovvero format da utilizzare il giorno in cui queste acquisizioni andranno in porto. Nel numero di Luglio-Agosto questo giornale aveva già accennato al presente contratto, esibito dalla stessa Amministrazione Comunale in un altro Consiglio Comunale, presentandolo come vero e proprio atto di acquisto, salvo poi ritirarlo, così come l’ordine del giorno che lo riguardava, a causa di alcuni vizi, lievi (NdR. eufemismo), come la mancata determinazione, mediante indicazione delle particelle catastali, degli esatti luoghi a cui lo stesso faceva riferimento.
Questa volta, quindi, il contratto è sempre lo stesso, ma per sopperire alla mancanze di cui sopra, viene qualificato come schema, una linea guida da seguire, quando finalmente si procederà all’accordo di cessione delle aree fra la società immobiliare il “Castagneto srl” di Sancamillo Marco (fù RESIDENCE IL CASTAGNETO s.r.l. di Denni Valentina) e il Comune.
Soltanto una formalità burocratica, quindi, la cui unica parte degna di nota è il riferimento alla riscossione di un’ipotetica fidejussone, della quale però non vi è nessun riferimento legale, nel caso in cui gli immobili risultassero non conformi alle aspettative o ancora da ultimare. Solo a fini di cronaca, invece, riportiamo il valore di quanto andrà ceduto, al netto degli oneri di urbanizzazione, che equivale ad euro 226.190,00.
Il secondo nodo del percorso, invece, riguarda l’apertura, poco pubblicizzata in paese, della struttura turistica annessa al complesso residenziale, della quale vi è traccia soltanto nella rete internet mediante il sito web www.residenceilcastagneto.it, in cui però non si fa alcun riferimento al tipo di servizio di offerto o alle tariffe. Un numero di telefono, la denominazione di albergo, qualche foto degli interni ed altri scorci ben immortalati di San Vito Romano, sono le uniche informazioni fornite.

(Empolitan Settembre 2010)

martedì 27 luglio 2010

Nasce il progetto Difendiamola!

Nasce il progetto Difendiamola!, movimento a tutela dell'ambiente e dell'identità cuturale.

Scopri tutti i dettagli visitando difendiamola.blogspot.com

martedì 27 aprile 2010

Il Castagneto VIII atto (Empolitan 04-2010)


Il 13 Aprile 2010 è andato in onda l’ennesimo atto dello spettacolo tragicomico, con tinte gialle, “l’affaire residence il Castagneto”. A portarlo in scena non è stata la compagnia Rido ergo Zum ed il palcoscenico non l’ormai sempre più solitario Teatro Caesar, bensì l’aula Consiliare del comune di San Vito Romano con attori protagonisti i 17 rappresentanti della nostra democrazia, impegnati nel tentativo di tranquillizzare la propria coscienza di fronte ad una imbarazzante questione, ormai protrattasi per troppo tempo.
Questo fa la politica italiana, a partire dal livello più basso: cerca un palliativo che distolga la propria ed altrui attenzione dai suoi stessi errori, propinando come lieto, il fine (?) di una storia che non avrebbe dovuto neanche iniziare, se tutti avessero fatto il loro dovere, di cittadini in primis.
Il dado, ormai, era tratto, il problema scandalosamente sorto, i risparmi di molte famiglie già investiti per esserci una possibilità di tornare indietro, per ostentare un po’ di rigore che a tutti gli stadi della nostra democrazia sembra mancare e così ci si è tappato gli occhi per non vedere come le parole pronunciate facevano sorridere chi questo film l’aveva già immaginato. Ed eccoci quindi tutti chiamati a prendere atto di come la società responsabile della stabile “Il Castagneto” ammetteva implicitamente di aver commesso degli errori e di essere pronta a sanare le irregolarità evidenziate dalla Commissione di Vigilanza, ripercorrendo a ritroso il percorso fatto. Una sterile lettera in cui vengono manifestati gli intenti di rientrare (in parte) tra le righe della legalità, letta a voce alta dal vice sindaco Fiore, in cui si illustra:
1) il rinnovo della fidejussione assicurativa fino al 2011
2) Un accordo con la famiglia Coni di compravendita del terreno sul quale è stato edificato il parcheggio pubblico ed uno dei locali che dovevano essere già stati annessi al patrimonio comunale
3) Una proposta di cambio del locale sopracitato (da destinarsi a rimessa per Protezione Civile) perché quello preventivato nella convenzione, nella realtà delle tavole non esiste neppure
4) 3 pre-contratti di riacquisto degli appartamenti venduti come civile abitazione, destinati invece ad un uso turistico
5) Ripristino della zona di parcheggio davanti l’attuale farmacia, come da progetto originario

Cinque intenti, questi, che dovrebbero ricondurre l’ex Albergo “Il Castagneto” ad uno stato di regolarità (ma i mattoncini che campeggiavano nei rendering iniziali della struttura dove sono, ad esempio?).
Si dibatte sulla competenza e sulla legittimità di un’eventuale deliberazione sull’argomento, ci si vanta di essersi presentati pubblicamente a condividere un iter che avrebbe potuto svolgersi dietro le quinte, vengono perse di vista le gravi mancanze ed inadempienze precedenti, bollate come roba vecchia. Il passato si vuole dimenticare perché ora c’è il caso umano da salvaguardare, le persone che hanno investito in quello stabile, che vi hanno aperto o trasferito un’attività commerciale, quelle che hanno acquistato una casa pur non risiedendoci e quelli che invece ne hanno fatto il loro nido d’amore. Sono loro giustamente da difendere adesso, sono loro che pagherebbero le conseguenze delle leggerezze(?!) passate, dell’ignoranza di tutti, della tentata truffa (termine usato dallo stesso sindaco, ndr) ai danni del pubblico e del privato. Questo non può essere permesso. E così gli e(o)rrori si trasformano in meriti per aver quasi portato a termine una vicenda con molti lati oscuri, le scuse che sarebbero dovute essere d’obbligo mutano in propaganda per l’essersi dimostrati vicini alle vittime, un’indagine della Magistratura in corso viene snobbata con ostentata tranquillità ed il peccatore osannato come benefattore, concetto espletato d’altronde anche dalla pietra del ricordo lungo le mura della Villa Vittorio Bachelet (al quale va comunque dato atto di aver riconvertito ciò che era soltanto un rudere).
Il tutto rafforzato dal parere di un tecnico, quello comunale, che dovrebbe essere super-partes e che avrebbe il compito di limitarsi esclusivamente agli aspetti più tecnici, ridotti, invece, soltanto all’ammissione della possibilità esistente di requisire l’intero stabile.
Il lieto fine, la favola volge quasi al termine e la giustizia (?!) ha trionfato, l’unica soluzione indolore è caduta dal cielo, l’Amministrazione ha la coscienza a posto, dopo anche le lettere di avviso inviate ai proprietari degli appartementi residenziali, il cittadino non ha perso moneta preziosa e la minoranza anziché attaccare nuovamente la sostanza, si ferma alla forma, appagata forse dall’esposto alla Magistratura già presentato.
Ma chi si preoccuperà di spiegare al sanvitese il perché i lavori non sono stati bloccati quando ce ne erano le condizioni evitando così lo scacco umanitario su cui si sta ora facendo leva, oppure chi ha voltato lo sguardo anziché controllare ed ora invece martoria i privati cittadini solo per una ristrutturazione?
Chi si farà carico di capire in che modo 3 diversi notai abbiano potuto convalidare 3 atti di vendita di appartamenti non certo destinati a civile abitazione?
Chi vigilerà questa volta affinché le opere promesse vengano effettivamente realizzate nei tempi e nei modi previsti?
Chi risarcirà le persone e le cose che in questi mesi sono stati danneggiati dalla mancanza di un parcheggio antistante lo stabile?
Ad una parte di queste domande sta provando a rispondere il pm di Tivoli Luca Ramacci, qualcun’ altra rimarrà pubblicamente senza risposta ma inconsciamente chiara, mentre noi tenteremo di raccontare anche nei prossimi mesi il proseguo di questa storia, ricordandone bene il messaggio che ne traspare, per cui chiunque (?) con il beneplacito di altri, possa tentare una manovra illecita, avendo poi la garanzia che, nel caso qualcosa andasse storto, potrebbe sempre tornare indietro, senza colpo patire, per ora.

Pubblicato su l'Empolitan (www.empolitan.org) di Aprile 2010