San Vito Romano è un paese di pendolari e lo dimostra la pressoché assenza di attività legate al territorio.
Questo significa che le persone si spostano dal paese e ritirano i secchi colorati della raccolta differenziata porta a porta soltanto la sera, quando tornano dalla loro giornata lavorativa.
Dal 12 Marzo 2012 la raccolta è anticipata, come dimostra questo manifesto che ammonisce gli utenti ad esporre i contenitori entro il nuovo orario
Tra i pendolari, i più fortunati come me possono permettersi di partire alle 7 o giù di lì, gli altri inesorabilmente prima.
Ora, l'anticipo dell'orario non influisce su chi parte alle 5, perché sempre e comunque a quell'ora avrebbe lasciato il secchio, ma sulle persone come me, decisamente sì (e non sono poche dato il traffico mattutino).
Io infatti sarò costretto a lasciare il secchio la sera prima, presumibilmente prima di andare a letto, quindi verso le 11.
Questo significa che il mio secchio starà in strada dalle 23.00 del giorno prima, fino alle 19 del giorno dopo, ovvero ben 20 ore.
Con felice gioia di tutti gli animali che la sera sono in cerca di cibo. (il decoro del paese neanche lo considero perché servirebbe un post solo per quello)
E' indubbio che il porta a porta è applicato in modo da NON facilitare gli utenti.
P.S.
il 12 marzo la raccolta non verrà effettuata, causa sciopero operatori.
Una finestra sui miei pensieri, sulle mie riflessioni, sulla mia ricerca di verità... A 360°
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sabato 10 marzo 2012
sabato 5 novembre 2011
Inizia il porta a porta: il resoconto della conferenza stampa di presentazione
A San Vito Romano, il 28 Novembre 2011 inizierà la raccolta differenziata porta a porta nell'intero centro abitato dopo la sperimentazione iniziata un anno e mezzo fa (e fallita subito dopo) nel 30% del comune.
Mentre la sperimentazione è stata presentata molto in sordina, questa volta l'Amministrazione comunale sanvitese ha fatto le cose in pompa magna forte della partnership offerta dalla Provincia di Roma, azionista di maggioranza del progetto grazie all'ingente sovvenzionamento offerto. Sono previsti una serie di incontri con i cittadini e le imprese, sono stati diffusi manifesti, appesi striscioni e consegnate casa per casa lettere di presentazione del progetto.
Il primo di questi incontri è avvenuto il 4 Novemebre e nonostante l'ora appositamente scelta per evitare la presenza della forza lavoratrice (le 17.00) sono riuscito ad assistervi...
A presiedere la conferenza ci sono il sindaco Rossi e l'assessore Maccaroni, in rappresentanza del comune, l'assessore provinciale Civita, il Dottor Adamo e l'ingegner D'Innocenzo in rappresentanza del Consorzio GAIA, società appaltatrice del sistema rifiuti comunale.
Si inizia con qualche minuto di sviolinate offerte dal sindaco nei confronti della provincia e dell'assessore, rigoroso pedaggio da pagare qualdo si ricevono ingenti somme da un ente superiore, atte ad esaltare il lavoro svolto dall'ente nell'aiutare a sviluppare il progetto, nel finanziarlo e nella ristrutturazione dell'area ecologica.
Si prosegue con un'altra sviolinata, questa volta da parte del Dottor Adamo volta a ringraziare il nostro comune per aver creduto nel GAIA e di continuare a sostenerlo nonostante la condizione economica disastrosa e buchi di bilancio ingenti, il quale si impegna inoltre a rendere questa iniziativa il più trasparente possibile, promettendo addirittura la pubblicazione trimestrale delle statistiche sull'andamento del servizio.
Finalmente si entra nel dettaglio con l'intervento dell'ingegner D'Innocenzo, curatore principale del progetto che ci illustra schematicamente l'attuale sistema di gestione rifiuti basato sul collocamento in discarica, i futuri obiettivi ottenibili con il porta a porta, il come si applicherà a San Vito, fornendo una bozza di calenderazzazione della raccolta e per concludere una panoramica su chi riciclerà i nostri rifiuti con l'enfasi sulla trasformazione del rifiuto da problema a risorsa ed opportunità di business.
A concludere il pezzo forte, l'intervento dell'Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale Michele Civita che esordisce definendo il Comune di San Vito Romano coraggioso nell'aver scelto questi sistema invasivo di raccolta che però è necessario per ottemperare alle esigenze legislative italiane, regionali ed europee. Snocciola poi i vantaggi per la cittadinanza che nell'ordine sono: contribuire al rispetto dell'ambiente, avere un maggior decoro data la futura totale assenza dei grossi cassonetti dell'immondizia, dimenticandosi però del prossimo proliferare di tanti piccoli secchi colorati, e l'instaurazione di un nuovo rapporto, più diretto, quasi di controllo, con gli operatori ecologici.
Brevemente annovera in cosa consiste il contributo della provincia citando la fornitura gratuita a tutti i cittadini del kit necessario (secchi e buste), del contributo economico per evitare aumenti per le utenze e l'adeguamento dell'isola ecologica.
Poi, anch'egli si sofferma sul concetto del rifiuto ora inteso come bene, come risorsa economica, materia prima che può generare concime (compost), energia elettrica (termovalorizzatori), nuova plastica, vetro e carta (con risparmio di materie prime naturali) e specificando come migliorando la qualità della differenziata si migliora anche l'apporto economico alla fase finale della filiera del riciclaggio.
Prima dei saluti, parola al pubblico con domande sull'argomento.
La prima è una contorta domanda sul fallimento dei progetti precedenti al quale risponde il dottor Civita con il solito discorso di belle speranze, si passa poi ad una domanda su una possibile data di chiusura della discarica di Colleferro al quale sempre lo stesso Assessore risponde con un'impossibilità di fornire una data certa, perché essa è strettamente dipendentente dalla probabile diminuzione dell'apporto di rifiuti.
La terza ed ultima domanda spetta a me. Voglio giocarmela bene, così riesco a partorire: "Qui giustamente si sta enfatizzando il fatto che il rifiuto diventi una risorsa economica, ma finora questa risorsa è ad esclusivo appannaggio delle società che si occupano della trasformazione. Quando è previsto che questo diventi una risorsa anche per noi che siamo i fornitori della materia prima?"
Qualche secondo di gelo nella sala.
In fondo cosa ho detto, un orafo la materia prima, l'oro, la compra dal suo fornitore, non gli viene dato nulla per lavorarlo e poi rivenderlo, anzi deve pagarlo. Quindi, in quest'ottica, anche noi stiamo fornendo una materia prima che dovrebbe essere pagata o quantomeno ritirata a costo 0.
Passata l'empasse l'Assessore Civita inizia la sua scalata verso la cima dello specchio adducendo il fatto che molti comuni sono debitori di ingenti cifre nei confronti del consorzio GAIA (e dobbiamo pagrli noi sanvitesi?!) proseguendo poi con il fatto che per il cittadino questo cambio non avrà costi grazie al contributo e che lo scopo è mantenere un equilibrio evitando di alzare le tasse (pure!).
Uhmm... In ordine: il guadagno generato dalla mia differenziata va a sanare il buco del consorzio dovuto a mancati pagamenti di altri, i soldi delle mie tasse ritornano a me sottoforma di contributo provinciale elargito al fine di evitare i necessari aumenti di costo del nuovo sistema (quindi implicitamente mi sto pagando l'aumento io stesso) ed infine ci dovrebbe andar bene se si riesce a non aumentare nulla anche quando i contributi finiranno.. Andiamo bene. Ma questa risposta che dovrebbe tradursi in un NO alla mia domanda, ovvero che mai avremo un ritorno economico noi cittadini, è troppo vaga, non esprime chiaramente il concetto, quindi incalzo ribadendo l'aumento attuale delle tasse ed il fatto che NOI siamo i fornitori di materia prima.
Dopo altrettanti giri vaghi intorno agli stessi concetti precedenti c'è una nuova perla, la remota possibilità per chi ha orti o terreni di avere sconti sulla tassazione se provvede in modo autonomo al compattare ed usare il proprio rifiuto organico.
Anche questa volta la traduzione in MAI devo farla io, ma c'era da aspettarselo.
Noi non trarremo mai nessun beneficio economico dato che il GAIA, come ogni società che si ripetti, mira ad ottenere un utile dalle sue attività e quindi difficilmente i ricavi avuti dalla vendita delle materie prime frutto del processo di riciclaggio andranno ad abbattere i costi del servizio, almeno nel prossimo breve-medio periodo.
Mentre la sperimentazione è stata presentata molto in sordina, questa volta l'Amministrazione comunale sanvitese ha fatto le cose in pompa magna forte della partnership offerta dalla Provincia di Roma, azionista di maggioranza del progetto grazie all'ingente sovvenzionamento offerto. Sono previsti una serie di incontri con i cittadini e le imprese, sono stati diffusi manifesti, appesi striscioni e consegnate casa per casa lettere di presentazione del progetto.
Il primo di questi incontri è avvenuto il 4 Novemebre e nonostante l'ora appositamente scelta per evitare la presenza della forza lavoratrice (le 17.00) sono riuscito ad assistervi...
A presiedere la conferenza ci sono il sindaco Rossi e l'assessore Maccaroni, in rappresentanza del comune, l'assessore provinciale Civita, il Dottor Adamo e l'ingegner D'Innocenzo in rappresentanza del Consorzio GAIA, società appaltatrice del sistema rifiuti comunale.
Si inizia con qualche minuto di sviolinate offerte dal sindaco nei confronti della provincia e dell'assessore, rigoroso pedaggio da pagare qualdo si ricevono ingenti somme da un ente superiore, atte ad esaltare il lavoro svolto dall'ente nell'aiutare a sviluppare il progetto, nel finanziarlo e nella ristrutturazione dell'area ecologica.
Si prosegue con un'altra sviolinata, questa volta da parte del Dottor Adamo volta a ringraziare il nostro comune per aver creduto nel GAIA e di continuare a sostenerlo nonostante la condizione economica disastrosa e buchi di bilancio ingenti, il quale si impegna inoltre a rendere questa iniziativa il più trasparente possibile, promettendo addirittura la pubblicazione trimestrale delle statistiche sull'andamento del servizio.
Finalmente si entra nel dettaglio con l'intervento dell'ingegner D'Innocenzo, curatore principale del progetto che ci illustra schematicamente l'attuale sistema di gestione rifiuti basato sul collocamento in discarica, i futuri obiettivi ottenibili con il porta a porta, il come si applicherà a San Vito, fornendo una bozza di calenderazzazione della raccolta e per concludere una panoramica su chi riciclerà i nostri rifiuti con l'enfasi sulla trasformazione del rifiuto da problema a risorsa ed opportunità di business.
A concludere il pezzo forte, l'intervento dell'Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale Michele Civita che esordisce definendo il Comune di San Vito Romano coraggioso nell'aver scelto questi sistema invasivo di raccolta che però è necessario per ottemperare alle esigenze legislative italiane, regionali ed europee. Snocciola poi i vantaggi per la cittadinanza che nell'ordine sono: contribuire al rispetto dell'ambiente, avere un maggior decoro data la futura totale assenza dei grossi cassonetti dell'immondizia, dimenticandosi però del prossimo proliferare di tanti piccoli secchi colorati, e l'instaurazione di un nuovo rapporto, più diretto, quasi di controllo, con gli operatori ecologici.
Brevemente annovera in cosa consiste il contributo della provincia citando la fornitura gratuita a tutti i cittadini del kit necessario (secchi e buste), del contributo economico per evitare aumenti per le utenze e l'adeguamento dell'isola ecologica.
Poi, anch'egli si sofferma sul concetto del rifiuto ora inteso come bene, come risorsa economica, materia prima che può generare concime (compost), energia elettrica (termovalorizzatori), nuova plastica, vetro e carta (con risparmio di materie prime naturali) e specificando come migliorando la qualità della differenziata si migliora anche l'apporto economico alla fase finale della filiera del riciclaggio.
Prima dei saluti, parola al pubblico con domande sull'argomento.
La prima è una contorta domanda sul fallimento dei progetti precedenti al quale risponde il dottor Civita con il solito discorso di belle speranze, si passa poi ad una domanda su una possibile data di chiusura della discarica di Colleferro al quale sempre lo stesso Assessore risponde con un'impossibilità di fornire una data certa, perché essa è strettamente dipendentente dalla probabile diminuzione dell'apporto di rifiuti.
La terza ed ultima domanda spetta a me. Voglio giocarmela bene, così riesco a partorire: "Qui giustamente si sta enfatizzando il fatto che il rifiuto diventi una risorsa economica, ma finora questa risorsa è ad esclusivo appannaggio delle società che si occupano della trasformazione. Quando è previsto che questo diventi una risorsa anche per noi che siamo i fornitori della materia prima?"
Qualche secondo di gelo nella sala.
In fondo cosa ho detto, un orafo la materia prima, l'oro, la compra dal suo fornitore, non gli viene dato nulla per lavorarlo e poi rivenderlo, anzi deve pagarlo. Quindi, in quest'ottica, anche noi stiamo fornendo una materia prima che dovrebbe essere pagata o quantomeno ritirata a costo 0.
Passata l'empasse l'Assessore Civita inizia la sua scalata verso la cima dello specchio adducendo il fatto che molti comuni sono debitori di ingenti cifre nei confronti del consorzio GAIA (e dobbiamo pagrli noi sanvitesi?!) proseguendo poi con il fatto che per il cittadino questo cambio non avrà costi grazie al contributo e che lo scopo è mantenere un equilibrio evitando di alzare le tasse (pure!).
Uhmm... In ordine: il guadagno generato dalla mia differenziata va a sanare il buco del consorzio dovuto a mancati pagamenti di altri, i soldi delle mie tasse ritornano a me sottoforma di contributo provinciale elargito al fine di evitare i necessari aumenti di costo del nuovo sistema (quindi implicitamente mi sto pagando l'aumento io stesso) ed infine ci dovrebbe andar bene se si riesce a non aumentare nulla anche quando i contributi finiranno.. Andiamo bene. Ma questa risposta che dovrebbe tradursi in un NO alla mia domanda, ovvero che mai avremo un ritorno economico noi cittadini, è troppo vaga, non esprime chiaramente il concetto, quindi incalzo ribadendo l'aumento attuale delle tasse ed il fatto che NOI siamo i fornitori di materia prima.
Dopo altrettanti giri vaghi intorno agli stessi concetti precedenti c'è una nuova perla, la remota possibilità per chi ha orti o terreni di avere sconti sulla tassazione se provvede in modo autonomo al compattare ed usare il proprio rifiuto organico.
Anche questa volta la traduzione in MAI devo farla io, ma c'era da aspettarselo.
Noi non trarremo mai nessun beneficio economico dato che il GAIA, come ogni società che si ripetti, mira ad ottenere un utile dalle sue attività e quindi difficilmente i ricavi avuti dalla vendita delle materie prime frutto del processo di riciclaggio andranno ad abbattere i costi del servizio, almeno nel prossimo breve-medio periodo.
lunedì 3 ottobre 2011
San Vito Romano: inizia l'innovativa raccolta differenziata porta a porta?!
Da qualche settimana campeggia nei principali snodi viari sanvitesi, Piazza Roma e via Giovanni XXIII, un gigantesco striscione pubblicitario che annuncia l'arrivo, anche a San Vito Romano, della raccolta differenziata porta a porta.
Questo proclama, a molti, sarà sembrato sia una spreco di denaro, sia un'immensa presa per i fondelli, dato che che una percentuale della popolazione sanvitese, circa il 30% e residente nel centro storico, già sta sperimentando in modo fallimentare questo tipo di raccolta dal 2009.
Non ci sono statistiche ufficiali sulla bontà della sperimentazione, certo è che visivamente la quantità di immondizia stipata nei contenitori consegnati dall'amministrazione comunale è via via scemata con il passare del tempo e dei proclami.
All'inizio, infatti, anche se accolta con tutti i dubbi e lamenmtele del caso, dovute principalmente alla scarsa frequenza di ritiro ed al notevole ingombro dei secchi distribuiti, specialmente nelle piccole case del centro storico, la raccolta era stata messa in pratica dalla maggior parte degli eletti. A testimonianza di ciò c'era il riscontro visivo, ogni mattina, quando fuori le porte delle abitazioni si alternavano i secchi di diversi colori. Ora, però, a 2 anni dall'inizio della sperimentazione, la situazione è decisamente cambiata, con i cassonetti generici situati nelle restanti parti del paese sempre stracolmi ed il numero dei secchi dedicati al porta a porta drasticamente ridotto fuori dai portoni.
Tutta la situazione è andata via via deteriorandosi a causa dell'insoddisfazione di coloro che stavano testando il nuovo sistema, ma soprattutto a causa dei falsi annunci di estensione della raccolta che si sono susseguiti nel tempo e che non hanno trovato l'aspettato riscontro nelle azioni intraprese dall'amministrazione comunale promotrice. Nessuno degli eletti, insomma, era soddisfatto di esserlo e voleva condividere la sua gioia anche con gli altri concittadini.
Un esempio di falsi proclami sono le interviste sull'argomento pubblicate sul mensile Empolitan, le varie delibere di Giunta (di cui ne riporto una su tutte), oppure qualche manifesto apparso lo scorso anno che indicava come Novembre 2010 la data di inizio...
- Estratto della delibera di Giunta numero 11 del 14-01-2010
<< [l'Amministrazione Comunale] D E L I B E R A 1. di intraprendere il percorso verso il traguardo, per il 2010, il raggiungimento del 100% di raccolta differenziata estendendo sul territorio la modalità di raccolta "porta a porta" dei rifiuti urbani ed assimilati; >>
Perché, dunque, proprio ora, dopo innumerevoli false promesse, ritorna in auge il porta a porta, pubblicizzato addirittura con mega striscioni appesi in paese?
Una risposta potrebbe fornircela la delibera di Giunta numero 63 del 9 Giugno 2011 il cui oggetto recita così:
<< APPROVAZIONE ACCORDO ESECUTIVO AI SENSI DELLA D.G.P. N. 1645/48 DEL 21.12.2005 TRA LA PROVINCIA DI ROMA E IL COMUNE DI SAN VITO ROMANO PER LA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE DI SERVIZI INNOVATIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI >>
Nel corpo della delibera si evince che:
<< Vista la deliberazione di G.C. n. 71 del 19.04.2010 con la quale è stato approvato il progetto di raccolta differenziata “Porta a porta” redatto dall’Amministrazione Comunale, ai sensi del bando della Provincia di Roma n. 1645/48 del 21.12.2005 che prevede la concessione di finanziamenti per l’attivazione del servizio di raccolta di rifiuti domiciliare; Vista la Determinazione Dirigenziale della Provincia di Roma n. R.U. 5714 del 10.08.2010, con la quale è stato concesso a questa Amministrazione un contributo di € 115.927,89 oltre la quota di € 3.380,06 a carico del bilancio comunale, per l’attivazione del progetto di cui sopra [...] D E L I B E R A
1)- Di approvare, per quanto indicato in premessa, l’accordo esecutivo ai sensi della D.G.P. n. 1645/48 del 21.12.2005 tra la Provincia di Roma e il Comune di San Vito Romano per la progettazione e la realizzazione di servizi innovativi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, che allegato forma parte integrante e sostanziale del presente atto.
2)- Di demandare al Responsabile dell’Area Tecnica Geom. Enrico Micheli, la sottoscrizione dell’accordo e gli adempimenti conseguenti al presente atto.
>>
Sembra quindi che la provincia di Roma abbia concesso un contributo di oltre 100.000 euro al nostro comune per un fantomatico progetto innovativo di raccolta.
Ad oggi non ci è dato sapere quale esso sia perché, in barba a tutti i regolamenti per la trasperenza amministrativa, l'archivio online non contiene l'allegato del piano né in questa delibera, né in quella originale redatta al momento della presentazione dello stesso, perciò, con mio immenso dispiacere, non possiamo goderci tutta l'innovazione che una raccolta porta a porta potrà darci. (sarà mia premura cercare di recuperarlo ed eventualmente postarlo in seguito).
Gli striscioni, quindi, rappresentano il primo punto innovativo e contemporaneamente il primo capitolo di spesa del finanziamento?
Ai posteri l'ardua sentenza...
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